La scuola oggi scende in piazza: «A settembre lezioni in aula». Maturità, a Roma mancano i presidenti di commissione

Venerdì 22 Maggio 2020 di Camilla Mozzetti

Da Firenze a Roma, da Torino a Bologna. A distanza di due metri e con le mascherine a coprire le vie aree - disposizioni queste inderogabili - oggi, sabato 23 maggio, scenderà in piazza il comparto della scuola, famiglie soprattutto, ma anche docenti e insegnanti per chiedere in vista di settembre il ripristino della didattica in presenza e la riapertura degli istituti. La mobilitazione organizzata dal comitato "Priorità alla scuola" ha fissato l'appuntamento alle 15.30 per chiedere al governo anche più insegnanti, assunzione precari e precarie, più personale ata, più scuole, più spazi (ovvero rendere agibili le strutture esistenti e costruirne di nuove, temporanee, sostenibili e utilizzare spazi dismessi), più educazione all'aperto, più risorse per la scuola pubblica. Le mobilitazioni si svolgeranno in forma statica in molte città: Firenze, Roma, Milano, Bologna, Napoli, Genova, Modena, Pistoia, Pontedera, Faenza, Torino, Arezzo, Cagliari, Trapani, Vicenza, Reggio Emilia, Taranto per chiedere che tutte le scuole siano aperte a settembre, in presenza, in continuità e in sicurezza.

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Intanto nella Capitale è corsa contro il tempo per chiudere la composizione delle commissioni per l'Esame di Stato. «Si troverà il modo per svolgere gli esami di Maturità». È ottimista anche se ragionevolmente preoccupato il neo direttore dell’Ufficio scolastico regionale Rocco Pinneri che martedì ha tenuto la prima Conferenza di servizi con i presidi delle scuole superiori del Lazio in vista dell’esame di Stato che partirà il 17 giugno e si comporrà della sola prova orale. Primo scoglio da superare - e anche in breve tempo - è quello relativo alle commissioni di esame che solo a Roma sono circa 550 e chiamano a rapporto tra i sei membri ciascuna e i presidenti un esercito di 8.350 insegnanti. Ad oggi proprio i presidenti continuano a mancare in un caso su tre e l’ex provveditorato agli studi ha un piano. «Dopo tre avvisi - puntualizza Pinneri - ieri ho chiesto di ricevere ulteriori candidature, non so ancora se saranno sufficienti, spero di sì» in caso contrario «passerò alle disponibilità dei professori con almeno dieci anni di servizio e ai dirigenti delle scuole di II grado», ovvero quelli delle Medie. La partita è complessa perché anche nel caso si riuscisse a chiudere la composizione delle presidenze di commissione, resta l’incognita “defezioni dell’ultimo minuto” e cioè di quelle che a pochi giorni dalla Maturità potrebbero palesarsi con certificati medici di malattia presentati dai membri interni.
La “caccia” ai prof. in tempi di esami di Stato c’è sempre stata ma quest’anno a gravare sull’organizzazione c’è la paura del Covid-19 come analizzato da molti dirigenti romani.

Il ministero dell’Istruzione ha reso noto il “protocollo di sicurezza” per lo svolgimento degli orali. Non ci sarà l’obbligo di misurare la temperatura agli studenti, ma le scuole dovranno garantire il distanziamento - a partire dai 2 metri tra candidato e commissione - nonché i doppi percorsi per ingressi e uscite. E se per l’organizzazione degli spazi interni, troppi problemi non dovrebbero esserci, il difficile avviene per i percorsi soprattutto per gli edifici più vecchi che hanno un solo portone, ma soprattutto per la sanificazione delle pertinenze delle scuole (cortili e ingressi) che, in questi mesi di chiusura non è stata svolta. Si arriverà ad avere in vista della Maturità interventi come quelli che hanno preceduto la riapertura delle chiese con l’esercito in azione? «Ho scritto a tutte le ex provincie - continua Pinneri - per chiedere una collaborazione da questo punto di vista ma ancora non sappiamo che forma prenderà questo aiuto». E per gli studenti che dovessero arrivare all’esame con sintomi influenzali (non necessariamente casi Covid-19) che si fa? «Sarà garantito l’esame a distanza - conclude il direttore dell’Ufficio scolastico - ho anche chiesto ai dirigenti di fare una ricognizione per capire se tutti i maturandi hanno dispositivi e connessioni valide, anche perché ci sono ragazzi ospedalizzati o a casa per patologie specifiche che dovranno sostenere l’esame. Il governo ha stanziato molti fondi per le dotazioni alle scuole ma ci tengo a precisare una cosa: speriamo che la situazione tenda al miglioramento o resti stabile, se le cose dovessero peggiorare ma questo dipende da noi, se si tornerà a fare la movida ad esempio, il governo adotterà le misure necessarie. Gli esami in presenza si svolgeranno solo se la situazione resterà uguale a quella attuale o sarà migliorata»
 

Ultimo aggiornamento: 23 Maggio, 01:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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