Tav, rinvio ma si va avanti. Conte: ridiscuteremo con la Francia. Salvini: farò di tutto perché si faccia

PER APPROFONDIRE: m5s, matteo salvini, roberto fico, tav
Di Maio, Conte e Salvini
Lo scontro tra Lega e Movimento 5 stelle sulla Tav non si placa. Telt, la società incaricata della realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione, rinvia i bandi di gara, come chiesto a gran voce dai 5 stelle, ma va avanti con gli inviti a presentare le manifestazioni di interesse per evitare di perdere 300 milionid fondi Ue. E in questo senso fonti di Palazzo Chigi, per accontentare i grillini, possono dire: i bandi non partiranno lunedì. Il premeir Giuseppe Conte: «Telt non farà gare, solo attività preliminari. Ridiscutere questo progetto con Francia e Ue senza perdere i finanziamenti». Il presidente della Camera, Roberto Fico: il no alla Torino-Lione è l'identità M5S. Il vice premier Luigi Di Maio: «Questione risolta, grande successo». Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini: «Farò di tutto perché l'opera si faccia». Le opposizioni attaccano, FI: Conte indegno. 

LEGGI ANCHE Parte procedura prevista per gli appalti. Per Telt non cambia nulla
LEGGI ANCHE Ponti e il caso della doppia relazione: il no in Italia diventa un ok per la Ue​

 


L'escamotage. In sostanza lunedì per la Tav partiranno gli «inviti a presentare la candidatura» («Avis de marchés», secondo la legge francese) revocabili entro sei mesi secondo una clausola di dissolvenza. Questo consente all'Italia (e alla Francia) di non sentirsi vincolata ai nuovi appalti, ma nella sostanza la procedura di assegnazione dei lavori va avanti per i tre lotti destinati a realizzare lo scavo di 45 chilometri di tunnel in territorio francese. La possibilità di revocarli non è una novità perché normalmente è prevista per contratti di questo genere. L'escamotage giuridico, o lessicale, consente alla Telt di non perdere i 300 milioni di fondi europei per la Tav che sarebbero stati ritirati da Bruxelles se gli «Avis» non fossero stati pubblicati ufficialmente entro il 30 marzo.

Conte. «Oggi è stata una mattinata di intenso lavoro che ha prodotto i suoi frutti. Ho inviato una lettera alla Telt, società incaricata della realizzazione della Torino-Lione, invitandola ad astenersi, con effetti immediati, da qualsiasi ulteriore attività che possa produrre ulteriori vincoli giuridici ed economici per lo Stato italiano con riguardo ai bandi di gara», ha scritto su Facebook il presidente del Consiglio. «Abbiamo promesso di tutelare esclusivamente gli interessi degli italiani».

«La società Telt mi ha appena risposto confermandomi che i capitolati di gara non partiranno senza l'avallo del mio governo e del governo francese e che, al momento, si limiteranno esclusivamente a svolgere mere attività preliminari, senza alcun impegno per il nostro Stato», scrive ancora Conte, pubblicando la lettera da lui invitata a Telt sulla Tav e la risposta ricevuta dalla società italo-francese. 




«Ho chiarito che questo Governo e le forze politiche che lo sostengono si sono impegnati a "ridiscutere integralmente" questo progetto e che abbiamo intenzione di interloquire con la Francia e con l'Unione europea alla  luce delle più recenti analisi costi-benefici da noi acquisite. Ovviamente non vogliamo che nel frattempo si perdano i finanziamenti europei già stanziati», prosegue Conte.

Telt: lunedì inviti candidature per lotti francesi. «Preso atto delle posizioni dei due governi vi informiamo che, in assenza di atti giuridicamente rilevanti che comportino istruzioni di segno contrario, abbiamo previsto che il Consiglio di amministrazione fissato per l'11 marzo 2019 autorizzi la Direzione a pubblicare gli 'avis de marches' (inviti a presentare candidature) relativamente agli interventi dei lotti francesi del tunnel di base, in modo da rispettare il termine del 31 marzo per la presentazione alla Commissione del finanziamento per l'anno 2019 (Asr 2019)». È quanto si legge nella lettera inviata da Telt al presidente del Consiglio e al primo ministro francese, una formulazione che in sostanza conferma, al di là delle posizioni nella maggioranza, che per ora il progetto va avanti.

Di Maio. Intanto i 5 stelle ribadiscono il no alla Tav, anche se Di Maio si mostra ottimista. «Sulla Tav la situazione si sta risolvendo positivamente. Quindi ora parliamo di altro e andiamo avanti», ha scritto Di Maio su Facebook. «Andiamo avanti con altre opere, con Quota 100, con investimenti produttivi per le imprese, con il Reddito di Cittadinanza e con tutto ciò di cui il Paese ha bisogno, ora. Ce lo chiedono gli italiani. Le “teste dure” o frasi come “vediamo chi va fino in fondo” non mi appartengono, sono folklore che non fa bene all’Italia. Siamo stati eletti per servire gli italiani ed è quello che faremo con responsabilità», ha concluso il vice premier.




«Molti minimizzeranno il risultato di oggi ma la verità è che questi soldi delle vostre tasse non si potranno spendere prima di sei mesi e solo se il governo italiano e il governo francese insieme daranno l'okay. Questo è garanzia del fatto che non si vincolano i soldi», ha aggiunto Di Maio.

Fico. E' una «battaglia identitaria del Movimento» cinquestelle ha detto invece a Napoli il presidente della Camera. «Nel 2005 la prima riunione non del movimento perché non esisteva, ma dei meetup che nascevano fu fatta a Torino perché quel giorno c'era la grande manifestazione per dire no alla Tav - ha sostenuto Fico - eravamo un centinaio di persone, oggi alcuni non ci sono, c'era anche Beppe Grillo, finì la riunione e andammo tutti alla manifestazione No Tav».

«Il primo atto nel 2013 quando arrivammo in Parlamento come parlamentari di M5S alla Camera e al Senato, la prima uscita pubblica di tutto il MoVimento 5 stelle parlamentare fu di andare a visitare i cantieri della Tav per comprendere a che punto ci trovavamo, per dire l'ennesimo no documentato e non ideologico alla tav - ha ricordato Fico - quindi è una lotta che ha attraversato ogni periodo storico dai meetup al movimento, non è un atto ideologico perché abbiamo visto tutte le relazioni che sono negative senza contare che ogni volta purtroppo, e non solo in Italia, che un'opera va avanti in un certo modo crescono anche le spese che in questo momento non sono a bilancio, diciamo così». «È chiaro che è una battaglia identitaria del MoVimento 5 stelle e quindi comprendo bene la durezza», conclude.

Salvini. «Sono disponibile a tutto: se non c'è accordo del governo, si può pronunciare il Parlamento, si possono pronunciare gli italiani con un referendum consultivo. L'accordo si può trovare in Parlamento o nel Paese», ha sottolineato invece Salvini parlando a SkyTg24 da Milano che poi ha aggiunto: «Io rimango convinto che la Tav si debba fare, per collegarci al resto dell'Europa. Stiamo lavorando per riaprire tutto quello che altri hanno bloccato per anni e io farò di tutto perché, coinvolgendo la Francia e l'Europa, l'opera si faccia. Gli italiani ci chiedono di lavorare e questo faremo».

Chiamparino. La lettera di Palazzo Chigi invita Telt «a non fare i capitolati d'appalto, lasciando aperto uno spiraglio non chiarissimo. Vedremo lunedì». Lo rende noto il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino. «È come se il governo dicesse di far partire le manifestazioni d'interesse, sapendo già che i capitolati d'appalto non saranno mai affidati - aggiunge - una roba da Repubblica delle banane».

Meloni. «Considero l’alta velocità un’opera fondamentale per l’Italia - ha detto la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni a “L’Intervista” di Maria Latella su Sky Tg24 - e se è vero come è vero che l’Unione Europea si è data come obiettivo di portare il 50% del trasporto merci su alta velocità da qui al 2050, non costruire quel pezzetto di alta velocità che ci serve a collegarci a tutto il sistema europeo significa condannare l’Italia al terzo mondo». «Se arrivasse in Parlamento una legge che chiede di cancellare l’accordo con la Francia noi non la voteremmo assolutamente, anzi, noi ci siamo battuti in questi mesi perché fossero i cittadini italiani a potersi esprimere - ha continuato Meloni -. Io questa cosa del referendum non la capisco - ha proseguito -. Ma come? Il M5S sul referendum c’è nato, e la partecipazione, e facciamo le primarie online, cioè, voglio dire, adesso si possono sentire i cittadini solo quando Casaleggio controlla i risultati, no? Cioè, voglio dire, si potrà fare un referendum per chiedere agli italiani».

Pd. «La supercazzola di Conte e del Movimento 5 stelle: al momento la Tav Torino-Lione va avanti, "in assenza di atti giuridicamente rilevanti", come scrive la lettera Telt. L'11 marzo via libera ai bandi dal Cda Telt. Penoso tentativo di camuffare del premier è la solita sceneggiata?». Lo scrive su twitter il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi.

Boccia. «La Tav è un'opera determinante per l'Italia. C'è uno studio della Bocconi che indica in 50mila i posti di lavoro nei cantieri che si attiverebbero dalla Tav la cui realizzazione è una questione anche di credibilità del Paese». Così il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. «Sarà un fine settimana di studio per il Governo, incrociamo le dita e speriamo in una soluzione positiva nell'interesse dell'Italia e dell'Europa. Ci auguriamo che la Tav si faccia e che non cada il Governo».

 
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sabato 9 Marzo 2019, 14:27






Condividi su Google+ Commenta
<< CHIUDI
CONDIVIDI LA NOTIZIA
Tav, rinvio ma si va avanti. Conte: ridiscuteremo con la Francia. Salvini: farò di tutto perché si faccia
CONDIVIDI LA NOTIZIA
DIVENTA FAN
SEGUICI SU TWITTER
COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti