LA DECISIONE
BELLUNO «È stato fatto tutto quello che si poteva fare.

Martedì 7 Settembre 2021
LA DECISIONE BELLUNO «È stato fatto tutto quello che si poteva fare.

LA DECISIONE
BELLUNO «È stato fatto tutto quello che si poteva fare. Non ci resta che sospendere le ricerche per una settimana e lasciare che il territorio e la natura ci diano qualche segnale». Sono le parole con cui il prefetto Mariano Savastano ha chiuso il vertice di ieri pomeriggio a Palazzo dei Rettori. Nonostante l'impiego eccezionale di risorse umane e di mezzi (solo dei vigili del fuoco si sono alternate quasi 300 persone), non è emerso nulla. Nessun indizio in grado di spiegare dove sia finito Federico Lugato, il 39enne mestrino residente a Milano che giovedì 26 agosto, dopo essere uscito per una passeggiata a Pralongo in Val di Zoldo, non è più tornato a casa. «Purtroppo ha sottolineato con amarezza il prefetto non risultano elementi utili per procedere». Tutto sospeso, quindi. Ma non poteva essere altrimenti. Le forze messe in campo hanno setacciato la zona dove sembra essere sparito il 39enne per ben dieci giorni. Sono stati perlustrati burroni, gole, boschi, dragati laghetti con l'immersione dei sommozzatori, utilizzati elicotteri, droni e cani molecolari. Da una parte la ricerca sul campo grazie anche all'intervento di centinaia di volontari che hanno risposto all'appello della moglie Elena Panciera.
LE INDAGINI
Dall'altra sono scattate le indagini con il controllo delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private (è stato trovato il passaggio dell'auto di Federico, alle 8.50 di giovedì mattina, a Forno di Zoldo) non solo per ricostruire i suoi ultimi spostamenti ma anche per escludere la fuga. Sono state chiamate le strutture ricettive della zona, gli ospedali. È stato controllato il conto corrente per cercare eventuali movimenti. Non è stato trovato nulla. Alle 17 di ieri pomeriggio, l'incontro in Prefettura per analizzare le attività di ricerca svolte e capire come e se proseguire. Erano presenti il prefetto, il sindaco di Val di Zoldo Camillo De Pellegrin, il consigliere provinciale con delega alla Protezione Civile Massimo Bortoluzzi, il Questore Lilia Fredella, i rappresentanti del comando provinciale dei carabinieri, della guardia di finanza, dei Vigili del Fuoco e il delegato Cnsas 2^ Zona delegazione Dolomiti Bellunesi Alex Barattin. È stato un confronto veloce in cui è emerso che nonostante l'impegno di tutte le componenti del sistema di soccorso e dei numerosi volontari intervenuti nelle ricerche, anche con l'utilizzo delle più moderne tecnologie a disposizione, «non si sono evidenziati elementi utili al ritrovamento di Federico Lugato». Perciò le ricerche sono state sospese.
QUESTIONE DI PRASSI
Alla mancanza di indizi e al dispendio notevole di energie e risorse, si è aggiunto un terzo motivo: il fatto, cioè, che il Piano Provinciale per la ricerca di persone scomparse ha una prassi da seguire. È chiaro che se nei prossimi giorni dovessero emergere segnali della presenza di Federico, la macchina dei soccorsi si rimetterebbe in moto. In questa settimana ci sarà un attento monitoraggio dell'area di ricerca da parte del Soccorso Alpino e lunedì prossimo un altro incontro in Prefettura. Oltre a più di 400 volontari civili, le ricerche hanno visto la partecipazione di soccorso alpino Cnsas Veneto, vigili del fuoco, guardia di finanza, soccorso alpino della guardia di finanza di Auronzo, Cortina e Rolle, polizia di stato, carabinieri, carabinieri forestali Longarone. E ancora: volontari vigili del fuoco Agordo, Alpago, Arabba, Belluno, Calalzo, Caprile, Cortina, Dosoledo, Gosaldo, Longarone, Lorenzago, Lozzo, Selva di Cadore, Zoldo, volontari cinofili dei vigili del fuoco Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Veneto, cinofili Gli Angeli Adria, Steel Dog Padova, cinofili della Croce Rossa. Infine: scuola alpina della polizia di stato Moena, droni dei vigili del fuoco Veneto, della Croce Rossa di Feltre, della polizia locale di Treviso, oltre ai volontari della Protezione Civile Cadore, Feltre, Montebelluna, Montello, Padova, Soverzene, Treviso, volontari Ana Belluno, Conegliano, Verona, Vittorio Veneto, Croce Rossa di Feltre.
Davide Piol
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