Donna muore per ischemia donazione multiorgano

Domenica 24 Gennaio 2021
Donna muore per ischemia donazione multiorgano

LA STORIA
Un gesto di grande umanità in un momento molto difficile per tutti. E' quello dei familiari di una donna di 54 anni che non è sopravvissuta a una ischemia celebrale, ricoverata al Goretti di Latina, dopo un malore avvertito a casa. Il marito e il figlio, supportati da tutta l'equipe medica del nosocomio pontino, hanno deciso di compiere questo ultimo gesto acconsentendo alla donazione degli organi. E nella giornata di venerdì è stato eseguito il prelievo multiorgano di fegato, reni e cornee che salveranno la vita ad altri pazienti di alcuni ospedali romani. Le cornee sono state inviate alla banca degli occhi, fegato e reni invece salveranno la vita a più persone in lista al San Camillo. La famiglia è stata accompagnata in questo percorso di scelta dall'equipe del Goretti che li ha supportati anche a livello psicologico. Seppure in un momento così difficile e con l'ospedale di Latina che è un hub Covid, la scelta consapevole dei familiari della donna è un segnale di speranza e di altruismo. Oltre ai casi Covid, infatti, non si ferma il lavoro dei sanitari del Goretti anche in tutti gli altri ambiti per dare un servizio migliore alla popolazione, cercando di vedere oltre la morte per dare un segnale di speranza, proprio come hanno fatto i familiari di questa donna.
L'ultimo prelievo multiorgano al Goretti era avvenuto un mese fa, i familiari di una donna di 60 di Latina ricoverata in condizioni molto gravi a causa di un'emorragia cerebrale ha salvato la vita di quattro pazienti in attesa di trapianto. Cuore, fegato e i due reni sono stati destinati a quattro diversi centri trapianti, tre del Lazio e uno del nord Italia. Tutti segnali di speranza in una situazione tragica. «Anche in questa situazione di grande emergenza di carattere internazionale - aveva detto il direttore del presidio ospedalieri Sergio Parrocchia - le manifestazioni di sensibilità e di generosità non mancano, così come non manca l'impegno di tutta la struttura che si prodiga perché tutto funzioni al meglio come ci riconoscono i centri trapianti».
Francesca Balestrieri
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