Sicurezza e migranti, se la Ong sbaglia paga il comandante

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Sicurezza e migranti, se la Ong sbaglia paga il comandante

di Valentina Errante

Contrordine. Non più multe da 3.500 a 5mila euro per ogni migrante salvato in mare, ma una sanzione unica, che può variare da 20mila a 50mila euro, per i comandanti delle navi che non rispettino il diritto internazionale. Nel decreto sicurezza bis, riveduto e corretto, prima del confronto di oggi in pre consiglio dei ministri, la modifica riguarda un solo articolo, quello pensato dal ministro dell’Interno Matteo Salvini contro le ong. Proprio la norma che aveva creato polemiche facendo dire ai militari che «era inapplicabile». Viene inserito, invece, un «fondo di premialità per le politiche di rimpatrio» per finanziare gli accordi e le riammissioni: due milioni di euro per il 2019.
Nulla cambia, invece, sulla competenza in mare, di fatto sottratta ai ministeri delle Infrastrutture e Difesa. Probabile che altre modifiche arriveranno oggi, sempre che il decreto vada in Consiglio.

LE MULTE
Nella nuova versione del testo che sarà esaminato oggi c’è una modifica sostanziale. Innanzitutto riguarda le sanzioni amministrative, riservate nella prima stesura del decreto sicurezza bis alle “navi”. Le misure, invece, adesso sono in capo ai comandanti. Ma il passaggio centrale che è stato modificato riguarda le multe, che erano state ritenute «inapplicabili», anche dai vertici militari. Nel nuovo documento, dopo le correzioni, si legge che il comandante della nave che nel corso della navigazione procede in acque internazionali ad azioni di soccorso di mezzi adibiti alla navigazione e utilizzati per il trasporto di migranti, anche mediante il recupero delle persone «è tenuto ad attenersi alla normativa internazionale, alle istruzioni operative emanate dalle autorità responsabili dell’area in cui ha luogo l’operazione dio soccorso, ovvero alle indicazioni impartite dalle competenti autorità dello stato di bandiera. In caso di inosservanza si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 20mila a 50mila euro». 
Se le condotte saranno reiterate, come previsto dalla prima versione del testo, si rischia la sospensione della licenza da uno a dodici mesi.

IL FONDO 
Il nuovo testo prevede un fondo per premiare i paesi terzi che riammettano in patria migranti irregolari. Si legge nel decreto: «Viene istituito un fondo, nello stato di previsione del ministero degli Esteri, destinato a finanziare interventi di cooperazione «mediante sostegno al bilancio generale o settoriale ovvero intese bilaterali, comunque denominate, con finalità premiali per la particolare collaborazione nel settore della riammissione di soggetti irregolari presenti sul territorio nazionale e provenienti da stati non appartenenti all’Ue». La dotazione prevista, per il solo 2019 è di 2milioni di euro. Soldi che dovranno essere recuperati, in bilancio, dai destinati alla cooperazione internazionale. Ma la somma dei premi, ogni anno, non potrà superare i 50milioni di euro.

Restano invece identiche le modifiche al codice penale che prevedevano un aumento delle pene in caso di devastazioni e danneggiamenti, soprattutto per chi utilizzi scudi o altri oggetti di «protezione passiva ovvero materiali imbrattanti o inquinanti» per opporsi ad un pubblico ufficiale nel corso di manifestazioni, anche in caso «di resistenza passiva». Le pene passano da uno a tre anni. Chi poi «lancia o utilizza illegittimamente» razzi, bengala, fuochi artificiali, petardi, fumogeni o usa bastoni, mazzi o oggetti contundenti sarà punito con la reclusione da uno a quattro anni.
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Giovedì 16 Maggio 2019, 00:43






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