Silvana, uccisa in Algeria arrestati cinque uomini «Da tempo aveva paura» `

Venerdì 26 Novembre 2021

L'INCHIESTA
ROMA Sono entrati nella sua casa a Batna, città a sud della capitale dell'Algeria. L'obiettivo dei banditi era rapinarla. L'epilogo è stato più tragico. Silvana Clelia Catalano, calabrese 65enne, originaria di Caulonia è stata uccisa. Molto probabilmente soffocata. Questo emerge da una prima sommaria ricostruzione. Adesso la procura di Roma, il pubblico ministero è Francesco Dall'Olio, dovrà capire, nel dettaglio, ciò che è accaduto lo scorso due novembre. Intanto è stato aperto un fascicolo per omicidio volontario.
LA VICENDA
A Batna cinque persone sono state fermate dalla polizia. Sono tutti sospettati di essere i responsabili dell'omicidio della donna. Vittima che da tempo temeva per la sua vita. Avvertiva il pericolo attorno a sé. Forse aveva intuito di essere entrata nel mirino di qualche banda. Forse qualcuno l'aveva avvisata. La 65enne italiana era cittadina straniera, tuttavia l'Algeria la conosceva da tempo. Aveva sposato nel 1981 un uomo del posto, Abdellah Maameri, e spesso trascorreva lunghi periodi dell'anno nel Paese nordafricano.
IL TIMORE
Eppure qualche cosa, ultimamente, doveva essere successo. Catalano aveva chiesto al marito di andare a vivere definitivamente in Francia. L'altro Paese in cui trascorrevano, per lavoro, diversi mesi l'anno. Maameri aveva condiviso i timori della sua signora e stava organizzando il trasferimento. Purtroppo non ha fatto in tempo. Quando Catalano è stata uccisa lui era a Parigi. I quattro figli della coppia non erano, quel giorno, con la madre. Così Silvana Clelio Catalano è morta. Assassinata da un gruppo di ladri che, con ogni probabilità, non si erano posti l'obiettivo di ucciderla.
L'ASSASSINIO
Si era sentita con il marito. Abdellah Maameri era fuori dall'Algeria. Si trovava a Parigi. Quella casa a Batna non era più così sicura. Quell'appartamento in cui passavano parte del l'anno era diventato pericoloso. Lei era straniera in Algeria, in realtà quel Paese lo sentiva come se fosse casa sua. Tant'è che la famiglia, su desiderio della Catalano, l'ha sepolta nel cimitero di Batna.
Ad ogni modo quello che accade il due novembre nella cittadina a sud di Algeri che sfiora i 300mila abitanti, non è ancora del tutto chiaro.
La Farnesina sta monitorando il caso. E l'ambasciata italiana in Algeria ha dato pieno appoggio alla famiglia. Il marito e i figli della coppia hanno già incaricato dei loro avvocati di seguire il caso.
IL FURTO
E infatti la dinamica è ancora da chiarire. I cinque fermati dovranno raccontare ciò che è successo quel giorno. Perché avessero preso di mira proprio la Catalano. Cosa cercavano di rubare. Perché il tentativo di rapina si è poi trasformato in un brutale assassinio.
Si possono fare solo delle ipotesi. È probabile che la donna li abbia visti mentre frugavano in casa. E che una volta scoperti, abbia urlato. I ladri a questo punto per evitare che la vittima con le sue grida potesse attirare l'attenzione dei vicini le avrebbero messo una mano sulla bocca fino a soffocarla.
È questa l'ipotesi più probabile su cui stanno lavorando le forze dell'ordine algerine. La polizia di Batna ha arrestato i cinque poco dopo il colpo.
Adesso anche la procura di Roma si muoverà, con il sostegno della Farnesina, per acquisire più informazioni possibili.
Per adesso il fascicolo del sostituto procuratore Francesco Dall'Olio è a carico di ignoti. A breve, però, potrebbe scattare l'iscrizione nel registro degli indagati degli uomini che avrebbero ucciso la 65enne Silvia Clelia Catalano.
Giuseppa Scarpa
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