Il governo apre ai vaccinati Sputnik I ristoranti richiamano gli stagionali

Lunedì 18 Ottobre 2021

IL CASO
ROMA A livello burocratico la situazione del vaccino russo Sputnik, almeno per ora, è risolta: i cittadini di San Marino hanno ottenuto la proroga fino al 31 dicembre e potranno entrare in Italia anche se immunizzati con il farmaco del Cremlino non riconosciuto da Ema; gli autotrasportatori dell'est Europa invece, sono esonerati dall'obbligo del Green pass ma possono solo accedere «ai luoghi deputati alle operazioni di carico-scarico» e «a condizione che siano effettuati da altro personale».
LA SITUAZIONE
Per cui, circolari del ministero della Salute alla mano, sono stati scongiurati i disagi paventati soprattutto dai sindacati di categoria. Nel settore della logistica la situazione è paradossale perché autotrasportatori vaccinati o comunque in possesso del Qr code si ritrovano bloccati in coda per il controllo mentre tir targati Lituania, Romania o Ucraina gli passano accanto senza sottoporsi alla verifica. Una misura che diverse sigle sindacali locali o associazioni di categoria come Confartigianato, non hanno faticato a definire «vergognosa» e causa di «un'inaccettabile discriminazione». Ed è anche per questo, oltre che per un evidente problema sanitario (che coinvolge anche le numerose colf e badanti vaccinate con Spuntik o i lavoratori stranieri impiegati nell'agricoltura), che fonti governative rivelano di essere all'opera su un provvedimento che sbloccherà la situazione. Un intervento già annunciato ma poi arenatosi di fronte alla necessità di andare contro Ema e Oms che non hanno mai approvato il farmaco russo. «Si cerca una soluzione - spiegano dal ministero della Salute - ma non sarà la circolare a cui si pensava nei giorni scorsi. Piuttosto si tratterà di un provvedimento del governo, magari concertato con altri Paesi, e quindi ci vorrà un po' di tempo». Si spera prima che la tensione all'interno della categoria torni ad essere palpabile. Anche perché, al lordo degli autotrasportatori italiani non immunizzati, nel settore secondo le associazioni di categoria sarebbero tra gli 80 mila e i 100 mila gli autisti senza lasciapassare nel Paese, circa un terzo del totale. Per Trasportounito, per esempio, i conducenti no vax sono distribuiti su 98 mila imprese. Green pass, assenze del personale e ritardi nelle consegne comporteranno per le aziende del settore, sempre secondo Trasportounito, costi extra giornalieri pari a 70 milioni di euro. Il presidente di Conftrasporto-Confcommercio, Paolo Uggè, insiste su un altro punto: «In piena pandemia il Paese senza i trasportatori si sarebbe bloccato e grazie all'attività di informazione che abbiamo svolto i contagi nel settore sono stati tutto sommato contenuti, mentre oggi rischiamo di fermarci». Anche nell'agricoltura si teme un blocco delle attività per effetto del Green pass. E pure in questo caso incide l'elevato numero di stranieri tra le maestranze che non sono stati vaccinati con farmaci autorizzati in Italia. Per Confagricoltura un terzo dei 390 mila addetti impiegati nel settore potrebbe non essere utilizzabile per via delle nuove regole anti-virus. In allarme infine le associazioni che rappresentano i datori di lavoro domestico: stando alle stime circolate in questi giorni quasi il 50 per cento dei collaboratori domestici sarebbe privo del Green pass di lunga durata, ossia quello rilasciato in seguito al vaccino, e dovrà perciò imboccare la strada dei tamponi ravvicinati nel tempo per poter continuare a lavorare.
I RISTORANTI
Ma l'impatto del pass, almeno in alcuni territori, è già evidente ora anche nel settore della ristorazione. Nel veneziano ad esempio, secondo Confesercenti, il 20 per cento fra cuochi, lavapiatti e camerieri non ha il pass, spingendo i titolari a richiamare gli stagionali per sopperire alle loro assenze. A Roma invece, per il presidente di Fiepet Confesercenti Claudio Pica, gli assenti sono il «7-8 per cento». Ma «sommandoli a quelli che restano a casa per il reddito di cittadinanza o perché preferiscono ricevere la disoccupazione, rischiano di creare un problema al settore».
Francesco Bisozzi
Francesco Malfetano
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