Draghi scrive il testo guardando a Bruxelles e sulle pensioni tira dritto

Mercoledì 20 Ottobre 2021

IL RETROSCENA
ROMA La legge Fornero non torna, il reddito di cittadinanza non sparisce, anzi. C'è la riforma degli ammortizzatori ed è prevista anche una spruzzatina di taglio delle tasse. Il premier Mario Draghi, e il suo ministro Daniele Franco, sono riusciti ieri ad accontentare quasi del tutto, nell'ordine, la Lega, il M5S, il Pd e i centristi di FI e Iv. Il tutto in un consiglio dei ministri, seguito ad una riunione della cabina di regia, che alla fine ha approvato all'unanimità il Documento Programmatico di Bilancio (Dpb).
IL FAVORE
Il testo rileva soprattutto per i saldi e i 23 miliardi destinati alla prossima legge di Bilancio rappresentano un limite che dovrebbe evitare il consueto assalto alla diligenza. L'attesa è però concentrata sul testo dettagliato della manovra che dovrebbe arrivare sul tavolo del consiglio dei ministri la prossima settimana. Draghi sa che stavolta non può imporsi come sul Green pass o la riforma della giustizia. Ad una lunga serie di riunioni con i responsabili economici dei partiti segue l'illustrazione fatta dal ministro Franco. Poi ancora le telefonate con i leader, la cabina di regia con i capidelegazione e il consiglio dei ministri. Si cerca di smussare le bandierine, anche se al termine della riunione la Lega fa sapere che c'è «una riserva politica» su Quota102.
Smontare le riforme del Conte1 non è facile ma è l'obiettivo di Draghi, anche perchè, specie sulle pensioni, c'è massima attenzione da parte di Bruxelles che non ha mai digerito quel mega sconto pensionistico che sinora è stata una vera manna dal cielo soprattutto per gli statali. La Lega punta i piedi su Quota 102 e sugli ammortizzatori sociali. FI e Iv avrebbero voluto più risorse per il taglio fiscale temendo che i 7 miliardi si trasformino in spiccioli per coloro che ne usufruiranno, ma il percorso è tracciato anche perché Draghi sta cercando di orientare ogni spesa in favore della crescita al punto che non ha nemmeno preso in esame il ritorno al cashback che tanto piace ad un pezzo di M5S. Anche se non è immediatamente visibile anche il reddito di cittadinanza, tanto caro al M5S, viene di fatto tagliato rispetto alla platea potenziale di coloro che potrebbero averne diritto con le regole attuali. «Ci saranno criteri di accesso e requisiti per mantenerlo molti più stringenti», promette il ministro Franco. A spiegare che nessuna decisione è stata presa su Quota100, è il ministro Giancarlo Giorgetti che, al termine del consiglio dei ministri indica come un successo del Carroccio i mancato ritorno alla Legge Fornero, ma non dà per scontato il meccanismo di Quota102 e 104 per l'anno successivo. I dubbi della Lega arrivano a toccare anche la riforma degli ammortizzatori sociali per le piccole imprese messa a punto dal ministro Orlando. Riserve, quelle leghiste, «politiche» non insormontabili e che Draghi conta di sciogliere al rientro dal consiglio europeo di Bruxelles di venerdì
Marco Conti
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