Michele Merlo si poteva salvare, i Nas accusano i medici: «Malattia trattata come strappo muscolare e tonsillite»

L'ex cantante di Amici è morto a 28 anni di leucemia fulminante. Il medico che lo ha curato è iscritto sul registro degli indagati

Mercoledì 16 Febbraio 2022 di Michela Allegri
Michele Merlo si poteva salvare, i Nas accusano i medici: «Malattia trattata come strappo muscolare e tonsillite»

Sarebbe potuto sopravvivere. Se avesse iniziato presto la terapia, Michele Merlo, il cantante ed ex concorrente di «X Factor» e «Amici» morto a 28 anni il 6 giugno scorso, non è detto che sarebbe guarito, ma, probabilmente, avrebbe avuto ancora diversi anni da vivere. Invece, nonostante si fosse rivolto al suo medico e fosse andato diverse volte in ospedale, la diagnosi di leucemia fulminante era stata fatta solo quando ormai non c'era più nulla da fare. Anche se Michele aveva ematomi enormi sulle gambe che andavano e venivano, anche se aveva detto ai dottori di avere febbre, placche, mal gola. La malattia era stata trattata prima come uno strappo muscolare e poi come una tonsillite. Una serie di negligenze che hanno portato la Procura di Vicenza a iscrivere sul registro degli indagati il medico di base di Merlo, Pantaleo Vitaliano, con studio a Rosà. Ma nell'informativa dei carabinieri del Nas emerge che anche un altro dottore avrebbe trattato il paziente con superficialità. L'inchiesta era stata inizialmente aperta a Bologna, dove il ragazzo è deceduto.

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LE MAIL
Ma andiamo con ordine. Il 26 maggio, Michele contatta il suo medico. È preoccupato, ha un ematoma enorme sulla gamba che si estende dall'inguine al ginocchio e non ha idea di come se lo sia procurato. Ha avuto altri strani lividi in precedenza e si agita: manda una mail al dottore, allegando la foto, e chiedendo un «appuntamento urgente ho dolore forte sottocutaneo in presenza di un grumo solido, come una ciste». Ecco la risposta: «La mail è unicamente per la richiesta di terapia cronica. Per qualsiasi altro motivo chiamare in segreteria. Inoltre chiediamo di non inviare foto». Il giovane va quindi al pronto soccorso, «riferisce ematoma alla coscia, da circa una settimana» e «nega traumi» - si legge negli atti - e gli viene assegnato un codice bianco. L'attesa è lunga, ci sono troppi pazienti da visitare. Michele se ne va. Il 26 maggio, si fa visitare in ambulatorio da Vitaliano, che tratta l'ematoma come uno strappo e applica una benda allo zinco da tenere per qualche giorno. Il dottore si è poi giustificato dicendo che il giovane gli aveva riferito di essersi fatto male durante un trasloco e che il paziente si sarebbe dovuto ripresentare in ambulatorio alla fine del mese. Il 3 giugno, il dottore riceve una nuova mail: Merlo ha male alla gola e ha la febbre. Gli viene consigliato un antibiotico e di contattare la guardia medica.

 


GLI ISPETTORI
Secondo gli ispettori inviati dalla Regione per fare luce sulla vicenda, il camice bianco avrebbe agito nel modo corretto. Ma i Nas non la pensano così e mettono in dubbio anche la correttezza dell'operato di un secondo medico, che ha visitato il giovane a Bologna il 2 giugno, diagnosticandogli una tonsillite. Non è stato indagato perché in quella data le condizioni del cantante, per l'accusa, erano già disperate. Per i Nas, comunque, i due dottori, «trattando con superficialità i sintomi suggestivi di leucemia, ne ritardavano la diagnosi compromettendo l'esito delle cure». Secondo i consulenti della Procura di Bologna, se la terapia corretta fosse stata somministrata a partire dal 27-28 maggio, il giovane avrebbe avuto «una probabilità di morte precoce pari a 5-10 per cento».

Ultimo aggiornamento: 15:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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