Lo storico bar chiude dopo 70 anni. I cinesi lo trasformano in ristorante

 Andrea Cavallin e Riccardo Ferro,

di Michele Fullin

VENEZIA - In calle dei Fabbri è un'istituzione. Si bevono un buon caffè o un aperitivo fatto bene, serviti con cordialità e poi si incontrano tante persone, soprattutto residenti o professionisti che comunque lavorano tra Rialto e San Marco. Oggi, però, sarà l'ultimo giorno di apertura del caffè Doria, situato all'angolo tra calle dei Fabbri e calle San Luca e i titolari, Andrea Cavallin e Riccardo Ferro, hanno deciso di dare una festa d'addio per i clienti più affezionati che qui trovavano un punti di riferimento per un caffé con brioche e Gazzettino, uno spuntino a metà giornata o l'aperitivo serale.



La licenza di pubblico esercizio è stata ceduta ad imprenditori cinesi, i quali non resteranno però nello storico locale ad angolo, ma trasferiranno l'autorizzazione ai piedi del ponte del Lovo nei locali che fino a pochi mesi fa  erano dell'agenzia di viaggi Grand Canal e dove adesso sono in corso lavori di adeguamento. Così, ci sarà un altro ristorante in una zona che vanta già un'offerta vastissima soprattutto di ristorazione riservata a turisti.

Qualcuno potrebbe chiedere ... Ma San Marco non è una zona in cui le licenze di somministrazione sono bloccate e contingentate?. Certamente, ma nessuna norma vieta il trasferimento all'interno della stessa microarea, come peraltro è stato fatto per campo Santa Margherita, per mettere un freno alla proliferazione di locali. Quindi, un trasferimento di pochi metri è possibile perché non esiste più distinzione tra licenza di bar e di ristorante. Il fondo su cui fino a oggi si trova lo storico bar e caffé (esiste almeno dal secondo dopoguerra, ma ci sono testimonianze che parlano almeno degli anni Venti) ovviamente non potrà più avere quella destinazione e diventerà un negozio.

I TITOLARI
Andrea e Riccardo sono entrambi di Jesolo e per 12 anni si sono sobbarcati il viaggio per consentire l'apertura 6-20.30 del locale. Prima di loro Luciano da Mirano, rimasto per 8 anni, poi il veneziano Bruno, che con la moglie è rimasto per 37 anni e ancora oggi passa a controllare e a salutare. E pare ci fosse un altro titolare ancor prima, quando il nome del bar era Caffè Sceicco.
«Impossibile dire che non ci dispiace andarcene - raccontano - perché qui abbiamo passato 12 bellissimi anni. Abbiamo avuto tante soddisfazioni, ma sono stati anche anni faticosi e quindi c'è voglia di cambiare, stare vicini alle nostre famiglie».
Il futuro comunque resta un'attività di ristorazione.
«Questo è il nostro mestiere - rispondono, ma intanto ci prendiamo un momento di respiro. Dicevamo, qui fino a qualche tempo fa c'erano tanti uffici, c'erano gli studi legali. Tutti si sono trasferiti a piazzale Roma e al Tronchetto. E i turisti non è che portino chissà cosa. Quindi il lavoro è diventato differente».
Con loro ci sono anche Gioele e Francesca, i due dipendenti, che li hanno coadiuvati nella gestione. 
«Abbiamo avuto tanta gente tra i nostri amici - concludono - in particolare il personale del teatro Goldoni, che ci ha portato gente come Leo Gullotta, Gaspare e Zuzzurro e Alessandro Gassmann, direttore per diversi anni».
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Venerdì 16 Novembre 2018, 09:15






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5 di 43 commenti presenti
2018-11-17 22:29:39
Piu ' che i so!di dei cinesi è l' avidità smodata e senza freni dei veneziani stessi che sta mandando in rovina la città...intanto la piacente signora cinese sta diventando sempre più padrona di Venezia....
2018-11-19 09:28:35
Mettiamo che tizio sia proprietario di un fondo di negozio o di un immobile che fatica a locare o a vendere, gravati da costi di manutenzione onerosi ma per i quali deve comunque pagare l'IMU, e sia pieno di debiti, e si fanno avanti dei cinesi o dei bangla che non gli chiedono neppure di trattare sul prezzo, cosa dovrebbe fare? Dovrebbe dire: "No non è per voi perché non siete veneziani?".
2018-11-17 20:53:23
Venezia non è più quella di una volta, purtroppo!
2018-11-17 17:53:11
I bengalesi con le bancarelle di paccottiglia e di frutta e i cinesi con bar e ristoranti. Le mani sullla citta'...
2018-11-17 09:59:56
ai piedi del ponte del Lovo nei locali che fino a pochi mesi fa erano dell'agenzia di viaggi Grand Canal che è di proprietà di una società che controlla e gestisce tutti i traffici turistici della città, agenzie di viaggio, alberghi, vetrerie, servizi di navigazione, ristoranti, negozi di lusso, e si dichiarano veneziani doc, ma vendono ai cinesi uno dei loro gioielli di famiglia.