Ceneri della mamma "perse" al cimitero: le sorelle ricorrono al tribunale

Venerdì 2 Novembre 2018
Il cimitero di Gambarare di Mira
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VENEZIA - Non solo le ceneri della mamma non sono più state ritrovate, ma nessuno intende assumersi la responsabilità del loro smarrimento. Non bastasse il trauma subito, le vittime di questo macabro e inqualificabile episodio sono state pure costrette a intentare una causa civile per ottenere giustizia. Ieri, festa di Ognissanti, e oggi, 2 novembre, giornate dedicate alla commemorazione dei defunti, Annalisa e Renata Cagnin non hanno potuto portare un fiore sulla tomba della mamma, e non potranno farlo mai più: i suoi resti sono scomparsi.

Le due sorelle, di Mira, tre anni fa sono state protagoniste, loro malgrado, di un’assurda vicenda che all’epoca aveva destato unanime sdegno e clamore, al punto che se n’era occupata anche la Rai. Le due donne avevano ricevuto una lettera dal Comune nella quale le si informava che la salma del padre Gino, deceduto nel 1991, e sepolto nel cimitero della frazione di Gambarare, sarebbe stata esumata il 29 dicembre 2015, essendo decorsi i dieci anni previsti nel Regolamento di Polizia Mortuaria. Nella tomba a terra dove l’uomo era sepolto, a fianco del suo capo e protetta da un pozzetto, però, c’era anche la teca con le ceneri della moglie, Livia Bottacin, scomparsa nel 2011 e cremata. Le figlie avevano voluto riunirli subito ed erano state autorizzate a riporre provvisoriamente l’urna della mamma nella tomba del papà, in attesa di spostarli entrambi nell’ossario dopo l’esumazione. Che le ceneri fossero lì non c'è dubbio alcuno, contrariamente a quanto i responsabili del “pasticciaccio” avevano tentato di insinuare: lo si precisa bene nella lettera che il Comune di Mira aveva inviato tanto ai familiari quanto all’impresa che all’epoca aveva in appalto i servizi cimiteriali, la Artco Servizi Società Cooperativa di Palmanova (Udine).

Di più, nell’ordine di servizio alla ditta si specificavano le modalità di esumazione (“eventuale raccolta altrimenti reinumata”) e si raccomandava agli addetti all’esumazione “di non rompere il pozzetto contenente le ceneri”. Il giorno e all’orario stabilito Annalisa Cagnin si è dunque recata in cimitero a Gambarare per assistere alle operazioni di esumazione dei resti dei genitori, ma al suo arrivo gli operai della Artco avevano già rimosso la lapide, aperto la tomba e scavato la terra con una ruspa, raggiunto e aperto la cassa del padre e recuperato i resti, pronti per essere consegnati ai parenti. Quando però la signora ha chiesto di avere anche l’urna con le ceneri della madre, gli addetti sono caduti dalle nuvole, sostenendo di non aver visto nulla - sebbene la teca, a forma di pallone ovale, fosse di una certa grandezza e avesse anche il talloncino del nome sopra -, mostrando che la terra era stata scavata e rivoltata e asserendo che ormai era impossibile ritrovarvi qualcosa. Da allora l’urna risulta dispersa e il timore, più che fondato, è che sia stata distrutta dalla scavatrice e le ceneri disperse e mescolate nel terreno. Sconvolte dall’accaduto, le due sorelle hanno fatto di tutto per recuperare le ceneri e avere spiegazioni. Si sono recate subito in municipio a Mira, e l’hanno fatto più volte. Hanno scongiurato i funzionari preposti a ritrovare l’urna, ma hanno ricevuto solo qualche scusa e null’altro.

Di qui la decisione di rivolgersi a una società specializzata, Studio 3A,  che ha a sua volta avanzato innumerevoli richieste al Comune e all’impresa appaltatrice, prima di delucidazioni, che non sono mai arrivate, e poi di risarcimento, pure queste regolarmente respinte: i due soggetti hanno infatti continuato a denegare ogni responsabilità nella perdita delle ceneri e a non riconoscere il grave danno morale provocato con il loro comportamento.

Non è rimasto alle due sorelle, in questi giorni, che avviare un’azione civile presso il Tribunale di Venezia. La profonda pena interiore provocata nelle due donne dalla dispersione delle ceneri della madre è un danno morale ed esistenziale, di cui le due sorelle chiedono ristoro.

Ultimo aggiornamento: 13:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA