Senza concerti e spettacoli dal vivo migliaia di tecnici, operai e steward senza lavoro

Mercoledì 22 Aprile 2020 di Alessia Pilotto
Motorhead in concerto a Villa Manin

Tra i primi a chiudere e tra gli ultimi, probabilmente, a riaprire. Saltano, e salteranno ancora per mesi, forse anche dopo l'estate, concerti, eventi e tour e non solo in Italia a causa dell'emergenza coronavirus. Dietro uno spettacolo, però, ci sono decine di tecnici che non vedono la luce in fondo al tunnel: mentre tutti attendono il 4 maggio, per loro non ci sono ancora date e modalità di ripartenza. Per avere una fotografia della situazione in Fvg, Francesco Rodaro, titolare di Music Team, azienda di service di Remanzacco, sta contattando tutte le imprese del settore per riuscire a dar voce anche ai professionisti più colpiti, come quelli che lavorano a chiamata.
«FACCIAMO SQUADRA»
«Stiamo cercando di mettere assieme tutti quelli che lavorano nel campo – spiega - per fare una sorta di censimento: l’intento è portare alla luce di tutti quante famiglie vivono con questa filiera lavorativa che va dal facchino al produttore, passando per promoter e aziende audio-luci-video. Questo ci permetterà di presentare proposte valide alla Regione per far respirare le aziende e di riuscire a dare voce, e di conseguenza un sostegno economico, a persone che in questo momento non hanno nulla e sono professionisti, come addetti alla sicurezza, tecnici del suono, datori luce, elettricisti, operai arrampicatori, lavoratori del ferro per il montaggio palco, che magari lavorano a intermittenza».
CENTO AZIENDE
Per ora sono una trentina le aziende che hanno risposto (e una settantina quelle che mancano ancora all’appello, invitate a dare riscontro per agire uniti): «Solo contando le ditte che hanno risposto – continua Rodaro -, ci sono 480 tra titolari e dipendenti fissi e una forbice che va dai 200 ai 500 collaboratori esterni. Secondo me, complessivamente saranno più di 2mila persone. Il giro d’affari attuale è di 40milioni di euro: in base a chi ci ha dato riscontro, al 30 aprile le perdite saranno di 5 milioni di euro; a fine ottobre, saliranno a 25 milioni».
Music Team, una delle più grandi realtà qui in regione, ha calcolato una perdita, a fine aprile, di 260mila euro; dei 17 collaboratori, 11 sono in cassa integrazione mentre gli altri sono in un limbo perché hanno contratti a intermittenza: «Ci sono moltissime persone assunte a chiamata – spiega Rodaro - che si trovano a non aver diritto ad alcun ammortizzatore sociale. Forse però qualcosa si sta muovendo a livello regionale: stanno studiando una formula per dare sostegno anche a loro, ad esempio sulla base di quanto guadagnato nell’ultimo periodo».
«LAVORO SVANITO»
Tra le imprese del settore messe in difficoltà dall’epidemia, ci sono quelle che garantiscono la sicurezza: «Quasi tutto il nostro lavoro è su concerti, locali, discoteche e centri commerciali, ma ora è tutto annullato. Viviamo nel limbo aspettando la fase 2 – dice Paul Pisani, coordinatore responsabile per il Fvg e il Veneto di Global Investigation Service, con 37 anni di esperienza alle spalle - nessuno ci dà informazioni chiare. Abbiamo oltre un centinaio di collaboratori a chiamata e mi piange il cuore quando mi telefonano per chiedere lavoro: come Ais, assieme al socio Franco Cecconi che è anche presidente dell’associazione, stiamo lottando perché venga riconosciuto anche a loro una forma di sostegno». 
QUATTRO MESI IN FUMO
E pensare che già si lavorava per 4 mesi di lavoro continuo, guardando all’estate: «Erano due mesi che organizzavo la distribuzione del personale, le auto, gli appartamenti da affittare. Invece, tutto annullato: fino a quando non si sa». Eppure, una parte delle perdite poteva essere ridotta con l’attività di controllo anti-assembramenti fuori dai supermercati: «Invece molti scelgono gli interni, e lo capisco; qualcuno si affida a non professionisti, che non hanno seguito i corsi di formazione, non sanno gestire il pubblico e con quale tipo di contratto non si sa: mi auguro che vengano fatti controlli. Adesso aspettiamo il 4 maggio, con la riapertura dei negozi e, speriamo, dei centri commerciali: appena scattata l’emergenza – spiega Pisani - mi sono premurato di acquistare mascherine e guanti e i laser per la misurazione della temperatura e ho fatto il corso online ai miei collaboratori. Siamo pronti».

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