Covid. Prenotazione vaccini: chiamata unica domenica 28 marzo per chi è nato nel 1936, come funziona e dove andare

Mercoledì 24 Marzo 2021
Covid. Prenotazione vaccini: chiamata unica domenica 28 marzo per chi è nato nel 1936, come funziona e dove andare

Niente prenotazione, nessuna richiesta pressante ai call center ma una chiamata di massa, in un orario prestabilito in partenza. È l'ultima frontiera dell'accelerazione ai vaccini che sarà sperimentata in Veneto. Il test avverrà domenica e coinvolgerà 4.795 cittadini della provincia di Treviso nati nel 1936.

Prenotazione vaccini

Ci si potrà recare direttamente nei quattro centri individuati dall'Ulss 2 per la somministrazione delle dosi a Oderzo, Villorba, Godega Sant'Urbano e Riese Pio X dove i sanitari avranno già in mano l'elenco degli aventi diritto. Si partirà alle 8 del mattino con i nati di gennaio per finire alle 19 con quelli di dicembre.

Mentre la regione prosegue a tappe forzate nella somministrazione delle dosi - 21 mila quelle erogate nelle ultime 24 ore - i numeri della pandemia rimangono preoccupanti. Il Presidente Luca Zaia vede positivamente l'ipotesi di una piattaforma nazionale per una gestione non frammentata delle vaccinazioni. «È sacrosanto e comprensibile - dice - che a livello nazionale si ci si preoccupi anche di chi fa a fatica a stare al passo con le dosi». Ma rivendica orgogliosamente i risultati ottenuti sul campo da diverse regioni. «Ve ne sono alcune, come il Veneto, il Friuli Venezia Giulia, l'Emilia Romagna e altre che hanno già delle strutture organizzate - puntualizza -. E decidono in autonomia e sono operative».

Zaia ne parla dopo aver voluto testare personalmente la situazione. Ha chiamato anonimamente il numero verde delle Ulss e come un comune cittadino ha chiesto informazioni per verificare le risposte degli operatori e la funzionalità del servizio. «Talvolta facevo fatica a prendere la linea e mi spazientivo anche - ammette -. Facevo il finto utente e chiedevo delle precisazioni. Ho sempre ricevuto risposte esaurienti». Intanto il Veneto spera che la situazione attuale possa portare a modificare l'attuale fascia rossa. «Se venerdì prossimo verremo classificati zona arancione, e non è improbabile - annuncia - spero che le scuole possano essere riaperte, che ripartano velocemente».

 

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