Mini-panevin familiari consentiti da alcuni sindaci: il prefetto su tutte le furie

Martedì 5 Gennaio 2021
Mini-panevin familiari consentiti da alcuni sindaci: il prefetto su tutte le furie

TREVISO Dire che il prefetto Maria Rosaria Laganà l'abbia presa male è riduttivo. La scelta di Maria Scardellato, sindaco di Oderzo, e della collega di Codognè Lisa Tormena, di consentire mini-panevin casalinghi nonostante ogni tipo di manifestazione legata all'Epifania sia stata cancellata per evitare i contagi, l'ha profondamente irritata: «Così diamo un messaggio sbagliato - ha detto il prefetto - e comunque i controlli ci saranno». A Oderzo hanno subito intuito che non era il caso di andare al muro contro muro. Ieri sera quindi la Scardellato ha ufficialmente annunciato il ritiro dell'ordinanza, pur restando convinta che ci fossero le condizioni per agevoli controlli, ha ritenuto che in questo momento bisognasse esser tutti uniti. A Codogné invece la scelta è stata di tirare dritto.


LE MOTIVAZIONI

«Premesso che il tradizionale panevin organizzato dal comune sul Monticano e i panevin delle frazioni erano già stati sospesi per impedire gli assembramenti precisa la Scardellato - comunico che martedì mattina (oggi ndr) revocherò l'ordinanza che autorizza i panevin privati alla presenza del solo nucleo familiare. Ritengo che le condizioni prescritte nell'ordinanza impedissero la possibilità di contagio aggiunge la sindaca - e che il rispetto dell'ordinanza fosse facilmente controllabile dai vigili, posto che, ricevendo le domande di autorizzazione, conoscono l'esatto indirizzo. Però poiché la prefetta Laganà e alcuni colleghi sindaci hanno una diversa opinione, ritirerò l'ordinanza perché in questo momento la cosa più importante è rimanere uniti. Se ho creato involontarie difficoltà mi scuso con i miei colleghi e con i 2 cittadini che avevano già presentato la domanda». Da Codognè invece Tommasella ribadisce la sua linea, precisando però che non c'è alcuna volontà di andar contro le regole. «Premetto dice oggi è martedì siamo in zona rossa, è in vigore il decreto Natale e gli spostamenti sono vietati. Partendo da questo punto fermo, non vedo che problema ci sia se una famiglia, mamma, papà e bambini, che vivono nel nostro comune, vogliono fare un piccolo falò nel solco della tradizione nella loro proprietà. Non ci sono assembramenti, non ci si può muovere, le persone debbono restare a casa propria». Codognè ha molte aree di aperta campagna. «Torno a ripeterlo: se nel proprio campo si vuol fare un piccolo panevin, e nella mia ordinanza sono stata molto chiara, bisogna utilizzare solo materiale vegetale e piccole dimensioni, in proprietà privata con familiari conviventi, giusto per dare un segno di tradizione, un po' di serenità ai bambini. Io sono d'accordissimo aggiunge sul vietare i panevin pubblici o di borgata, insomma tutti quegli eventi che generano assembramenti».


IRRITAZIONE

Il prefetto intanto osserva e non approva. Oderzo ha fatto un passo indietro, ma resto il gesto: «Non ho parlato con i due sindaci - premette - ma ho chiesto alla forze dell'ordine di prestare particolare attenzione. E so che anche il questore, nei giorni scorsi, ha chiesto collaborazione ai sindaci. Non capisco quindi la scelta di Oderzo e Codognè. In ogni caso, in questo modo, si dà un segnale sbagliato. I contagi non calano, la situazione non è bella. Bisognerebbe evitare ogni tipo di atto che possa generare confusione». Il prefetto poi precisa che ordinanze del genere non mettono al sicuro dalle sanzioni: «I controlli ci saranno - ripete - e poi saranno le forze dell'ordine a valutare se ci sono assembramenti o meno. E nel caso, ci saranno sanzioni a prescindere dall'ordinanza. Anzi: chiedo ai vigili di quei comuni di controllare attentamente cosa accade nel loro territorio. E,se serve, di intervenire». Oderzo e Codogné sono gli unici due casi spinosi arrivati in prefettura: «Su oltre 90 comuni abbiamo solo queste due situazioni. Nel resto del territorio l'indicazione di non fare nulla è stata seguita. Poi ognuno si assume le proprie responsabilità».


Annalisa Fregonese
Paolo Calia

Ultimo aggiornamento: 15:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA