Omelie e funerali sui social: don Gerardo aumenta i fedeli

Venerdì 5 Marzo 2021 di Elena Filini
Omelie e funerali sui social: don Gerardo aumenta i fedeli

CASTELLO DI GODEGO (TREVISO) - Omelie con Powerpoint, prediche su Facebook, corsi masterchef per fidanzati e ieri il primo commiato su Youtube: don Gerardo Giacometti usa i social e il digitale per ricondurre all'ovile le pecorelle smarrite. Cosa che gli riesce piuttosto bene, a giudicare dai numeri. Un suo appello pubblico e il tasso delle nascite è salito alle stelle l'anno successivo. E a Castello di Godego, 7000 anime, almeno 1500 sono assidui frequentatori della parrocchia e delle sue attività. Molti di questi sono giovani, target considerato più faticoso da tutti i sacerdoti. «I social sono un'opportunità, ma ricordiamoci che la comunità cristiana non può essere digitalizzata. Bene quindi l'uso della tecnologia, ma resta vivo il bisogno dell'esperienza concreta. Siamo e restiamo il corpo di Cristo», avverte.


IL SALUTO
Ieri don Gerardo ha dovuto trovare parole per l'indicibile: un padre che strangola il figlioletto a cui era stato diagnosticato un disturbo dello spettro autistico e poi si toglie la vita. Dopo molte riflessioni, in stretto contatto con la mamma del bambino, ha optato per il funerale su YouTube. Decisione che ha avuto molti detrattori. «C'è stato chi ci ha messo davanti il rischio di amplificare il dolore, e di rendere questo momento di fatto tracciato per sempre. Quello che ci ha mosso è stato il pensiero alla sicurezza: in epoca Covid avremmo corso enormi rischi. Inoltre la madre ha ritenuto che le persone che desideravamo seguire la cerimonia non fossero mosse da curiosità morbosa. Aveva ragione. Abbiamo ricevuto messaggi dal Canada e dalla Francia di ringraziamento per questa decisione».


TESTI PUBBLICATI
Se il funerale su YouTube è stata una prima volta cui non necessariamente faranno seguito altre esperienze, da tempo don Gerardo posta su Facebook le omelie domenicali. «L'idea nasce dal fatto che spesso, dopo la Messa, i fedeli mi chiedevano di poter avere il testo. Quindi anziché stampare sempre tutto, ho scelto di rendere accessibili alcuni contenuti. Non lo faccio sempre né con tutto, ma solo con quelle omelie che possono riguardare un numero ampio di persone. Poi ho scoperto che postare genera commenti e scambi, non sempre positivi. Scrivere un testo significa esporsi anche alle critiche. Non sono mancate, come non mancano i contraddittori. Del resto a me il consenso fine a se stesso non interessa». Una novità introdotta in tempo di Covid è l'omelia con Powerpoint. «Abbiamo abbinato le riflessioni ad alcune opere d'arte, non necessariamente di soggetto sacro. È stato utile nel momento in cui manca la presenza e la parola da dispositivo rischiava di suonare troppo fredda».


COTTO E SPOSATO
Lontani purtroppo i tempi aurei del corso per fidanzati masterchef. «Me lo chiedono, ma siamo fermi da due anni. Troppo pericoloso». Cotto e sposato andava alla grandissima: il masterchef dei fidanzati a Castello di Godego, giunto alla seconda edizione nel 2018, aveva raddoppiato in un anno le coppie iscritte. Il segreto? Complicità e voglia di leggerezza. Oltre alle seduzioni del palato. «Lo scorso anno siamo partiti con 15 coppie, oggi abbiamo raggiunto quota 28 - riprende don Gerardo Giacometti- perchè i fornelli sono la metafora della vita e perchè le persone hanno bisogno di esperienze concrete e diverse dal solito». Stupisci tua suocera e quando arrivano gli amici: ecco i due incontri gastronomici previsti dal corso pre-matrimoniale della chiesa abbaziale godigense. «La suocera è sempre il grande spauracchio: come cucina lei non cucina nessuno, lo sappiamo. Ma noi cerchiamo di offrire armi di difesa» sorride don Giacometti. Anche sullo stile dei matrimoni, don Gerardo apre. «Personalmente chiudo un occhio se il matrimonio è un po' troppo hollywoodiano. La mia filosofia è: cerchiamo di venire incontro ai ragazzi e di non perderli. Anche sulla musica sono tollerante: a me interessa il percorso».

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