«C'era anche un parlamentare ​"romano" tra gli amanti di Sofiya»

Venerdì 21 Settembre 2018
Sofiya Melnik
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CORNUDA - A ognuno dei suoi uomini Sofiya Melnik raccontava i dettagli della sua esperienza di vita, pagine romanzate di vicissitudini umane patite prima in Ucraina e poi in Italia fino al riscatto. Tra i suoi partner anche un deputato, quello che a Placido Muageri, il medico di origine siciliana arrivato ultimo tra le fiamme della 44 ucraina, disse di chiamare "il romano". Retroscena questo contenuto nei verbali in mano agli inquirenti. 

LA RIVELAZIONE
Un uomo potente e influente, il romano non una figura di piccolo cabotaggio, con un fratello imprenditore a Bologna. E proprio nell'azienda di quest'ultimo Sofiya, allora in difficoltà economica tanto da aver dovuto cercare un alloggio di fortuna insieme alla madre dopo aver lasciato la loro abitazione per mancanza di soldi, trovò lavoro come traduttrice. Lo racconta agli investigatori proprio Maugeri quando rintraccia la sua relazione con la Melnik. Secondo l'ortopedico tra il romano che sedeva sui banchi della Camera e Sofiya la relazione va avanti fino a quando lui viene operato. E' una versione molto diversa da quella che la donna avrebbe invece raccontato al geologo bolognese di cui è stata intima negli ultimi nove anni. «A me - spiega l'uomo- disse che quel deputato era diventato un problema. Non è entrata nei dettagli ma Sofiya mi riferì che, per chiudere definitivamente, gli disse che voleva sposarsi e che quindi doveva interrompere le loro frequentazioni». 
 

 

LE BUGIE
Sembra proprio che per ciascuno dei suoi amanti, di cui Pascal Albanese sarebbe stato sempre a conoscenza, Sofiya avesse una storia pronta e confezionata. E tante bugie, con cui si districava in quel ginepraio di rapporti uno sovrapposto all'altro dove l'unica cosa vera erano le generose elargizioni dei suoi amanti: il mutuo pagato dal geologo, la ristrutturazione della casa e i regali da parte di Maugeri, l'acquisto dell'appartamento di Cornuda per la madre come presente dell'anziano medico in pensione con cui si frequentò per qualche tempo, lo stesso che poi la presentò allo stesso Maugeri. Forse solo il contenuto degli otto dischi fissi trovati nella casa dove viveva con Pascal potrebbe dissipare le nebbie intorno alla vera Sofiya. Ma quando è stato il momento di esaminare quei supporti di memoria elettronica si è scoperto che la gran parte era stata formattata da una mano esperta, che aveva utilizzato un software che non permette di recuperare nessuno dei dati cancellati. 
(de.bar.-vdz)

Ultimo aggiornamento: 23 Settembre, 11:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA