«Sofiya era la sua gallina dalle uova d'oro, Pascal non l'ha uccisa»

Giovedì 20 Settembre 2018 di Denis Barea
Sofiya Melnyk
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CORNUDA - «Non l'ha uccisa Pascal, lui non avrebbe potuto, Sofiya era la sua gallina dalle uova d'oro». Il 60enne geologo bolognese che per nove anni è stato l'amante anzi, dice lui, il compagno di Sofiya Melnyk, si dice certo che l'assassino della 44enne ucraina non è il convivente Pascal Albanese, trovato morto suicida a fine novembre dell'anno scorso, 12 giorni dopo la scomparsa della donna. «Il responsabile va cercato altrove - spiega - e coincide con un movente che regga. Pascal non aveva motivi per ammazzare Sofiya, lei era quella che gli permetteva di fare il mantenuto».  Parole che arrivano dopo che della vicenda si è occupata nuovamente la trasmissione Rai Chi l'ha visto, che ieri sera è tornata sulla vicenda dell'omicidio della Melnyk e il suicidio del compagno. A parlare la sorella di Pascal, Carol Albanese, secondo cui «Sofiya è stata uccisa ma non a casa sua». Insomma, il delitto non  sarebbe avvenuto nella villetta di via Jona dato che Pascal a Sofiya mangiarono un gelato insieme a Onigo di Pederobba intorno alle 18.20 del 14 novembre - il giorno della scomparsa - e poi vennero immortalati da una telecamera esterna lungo una strada che porta anche verso le pendici del Grappa (dove è stato trovato il corpo senza vita dell'ucraina) alle 18.40. Ma tra i dettagli portati all'attenzione dei legali della famiglia Albanese presenti in studio, tra cui quello delle incongruenze nelle deposizioni del dottor Placido Maugeri e la mazza da baseball che Sofiya teneva in macchina e proprio una mazza da baseball potrebbe essere l'oggetto con cui è stata picchiata a morte, emerge la lettera di una ex dipendente di Veneto Banca. 

IL RACCONTOLa donna racconta alla redazione di Chi l'ha Visto di sapere che Sofiya sarebbe stata in ottimi rapporti con un ex funzionario dell'istituto di credito montebellunese, con il quale sarebbe stata vista in diverse occasioni. «Girava voce - ha raccontato - di incontri con questo ex funzionario, propenso alla compagnia di belle donne, in una residenza nell'asolano messa a disposizione da un noto industriale locale». Ed è proprio su questa figura che punta il dito il geologo bolognese. «Una persona che amava le compagnia di belle donne compiacenti - racconta - che aveva una amante, abituato a frequentazioni che finirono per insospettire la moglie. Sofiya lo aveva conosciuto tra il 2015 e il 2016 e per qualche tempo aveva lavorato presso di lui, poi aveva deciso di lasciare e tornare farsi mantenere da me. Ma i due, in tempi recenti, erano tornati in contatto. Chi aveva riallacciato i rapporti? I due hanno trascorso insieme anche dei periodi di villeggiatura sulla barca di lui e, sono abbastanza certo, anche un ultimo dell'anno a Cortina». 

LA LETTERAE se la missiva della ex dipendente di Veneto Banca ad un certo punto affonda nel giallismo puro, ipotizzando che dato che negli incontri nella residenza asolana c'erano spesso anche dirigenti di Veneto Banca e che forse Sofiya era venuta a sapere cose che non avrebbe dovuto, il 60enne bolognese ipotizza invece un movente più inquietante: il ricatto. «Quando sento al telefono Pascal per sapere di Sofyia - spiega il geologo - lui inizia a piangere dopo che mi definisco il compagno della 44enne. E poi esplode dicendo: e adesso chi pagherà il mutuo? Forse sapeva che Sofiya era morta, forse sapeva con chi doveva incontrarsi e quando non l'ha vista tornare ha pensato al peggio. Ma avuto paura di quelle persone, per questo non ha denunciato». «Sofyia - incalza - mi ha disse che entro la fine dell'anno sarebbe stata ricca. E a tutti raccontava che entro il gennaio del 2018 avrebbe dovuto chiudere un affare, un importante investimento finanziario». Forse, adombra il geologo, il frutto di un ricatto ad un uomo ricco, sposato e noto, finito nella trappola che gli era stata costruita intorno con la minaccia di rivelare la sua storia con Sofyia, e non solo con lei, alla moglie. Di chi si tratterebbe? «Bisognerebbe capire di più di questo noto industriale con cui Sofyia si incontrava spesso proprio dalle parti di Asolo» risponde il geologo. Una persona peraltro già sentita anche dagli investigatori, sulla cui identità avrebbe riferito anche una amica di Sofyia ascoltata più volte nel corso dell'indagine.  

Ultimo aggiornamento: 21 Settembre, 20:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA