Sfogo del parroco: «Con la pandemia non ci sono più bambini a catechismo»

Mercoledì 19 Gennaio 2022 di Giampiero Maset
L'allarme lanciato dal parroco della Madonna delle Grazie di Conegliano, don Pietro Bortolini
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CONEGLIANO - Con il Covid si registra una crescente disaffezione per la partecipazione, soprattutto da parte dei ragazzi, alle attività delle parrocchie, che svolgono anche un importante funzione sociale. Nell’ultimo “Filo Diretto”, il foglietto domenicale rivolto ai fedeli che si può trovare all’ingresso della chiesa, ma viene pubblicato anche su internet per poter raggiungere il maggior numero possibile di persone, si è sfogato e ha espresso con intensità la sua amarezza per la scarsa partecipazione ai riti e alle attività proposte don Pietro Bortolini, diventato sacerdote in età adulta all’età di 44 anni dopo essere stato docente nei licei, che dal 2012 regge la parrocchia della Madonna delle Grazie nel popoloso quartiere residenziale di Monticella.


UNA BRUTTA CHINA

«In questo momento - scrive - sto accumulando un po’ di tristezza e delusione, semplicemente perché vedo che i valori a cui io credo fermamente non coinvolgono altrettanto i fedeli». Spiega di avere notato che «è diminuita la partecipazione a tanti livelli: meno gente a messa la domenica, meno chierichetti soprattutto grandi, quasi assenti i piccoli delle elementari e medie, pochi giovani, meno persone agli incontri». E si chiede «se sarà solo il Covid che minaccia la nostra carne, i nostri polmoni e il mio cuore» perché «ad alcuni sembrerebbe di sì». Ma esprime il dubbio che «ci sia anche qualche virus che minaccia la nostra anima, per esempio il virus della paura, di una crescente indifferenza, di una difesa eccessiva, ad oltranza». Don Pietro osserva e si domanda «se i nostri ragazzi vanno per cinque ore al giorno a scuola, perché i genitori hanno paura di un’ora di catechismo alla settimana e di un’ora di messa alla domenica», dicendo di «capire e condividere certe paure, ma non tutto l’impianto che stiamo dando alla nostra vita».


LA CONVINZIONE

Ai parrocchiani confessa: «Ero tentato di chiudere anch’io qualche attività e, per esempio, pensavo di fare la Lectio divina solo in Quaresima. Questo poteva essere il mio vaccino da delusione e da sconforto, perché i giovani sono spariti e alle mamme e papà proprio non interessa. Restano i soliti fedeli, tenaci ed eroici simpatizzanti». Ma «poi, una settimana fa, mentre stavo con un gruppo di animatori adulti col pensiero di ravvivare l’Oratorio al sabato, ho sentito battere alla finestra, con un uomo che mi chiedeva se non ci fosse stata la Lectio quella sera. Ho letto sul suo volto un sincero dispiacere e il giorno dopo mi sono detto: “No, no! Fin che c’è un uomo così, caro don, la Lectio tu la fai”. Ed allora riparto».

 

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