La band trevigiana dei Bengala Fire a X Factor: «Qui per imparare e metterci in mostra»

Sabato 30 Ottobre 2021 di Laura Bon
I Bengala Fire

CORNUDA - Entusiasti dell’esperienza che stanno vivendo, desiderosi di imparare, commossi dall’affetto che arriva dal trevigiano. Così appaiono, il giorno dopo il primo live di X Factordove hanno proposto il loro inedito, Valencia (che compare su Spotify e gli altri store digitali all’interno di “X factor mixtape vol.2”), i Bengala Fire, il gruppo rock di musicisti di Cornuda entrati fra i dodici finalisti della celebre gara musicale di Sky. Una vera band di amici, unita anche nel raccontarsi e raccontare, senza sovrapposizioni o dissonanze. Identica, nella sostanza e negli obiettivi di vita, a quella che è partita da Cornuda. Cresciuta però dal punto di vista professionale. «Abbiamo ancora l’adrenalina dell’altra sera-dice Mattia Mariuzzo, detto Mario- Siamo assolutamente soddisfatti e contenti. Di solito, nelle prove dai di più che nell’esibizione. Invece siamo convinti di aver dato, quando abbiamo proposto Valencia, il 100% o anche di più».

I COMPLIMENTI

Dopo l’esibizione, dai giudici sono piovuti complimenti. «Ci aspettavamo che i giudizi sarebbero stati buoni. Ci ha colpito però il commento di Mika (l’unico a bocciarli alle auditions e giovedì invece positivo): ci siamo tolti un bel sassolino...». Fra l’altro, al giudice è piaciuta soprattutto la trasformazione di Mattia, che si è preso ripetutamente del «figo»: «In realtà sono assolutamente come prima -ride il frontman - tranne il fatto che mi hanno vestito bene». E Andrea Orsella detto Orso si associa: «Sentiamo di aver imparato tantissimo, ma siamo determinati a rimanere sempre noi stessi senza montarci la testa. Non ci siamo snaturati, piuttosto ci hanno valorizzato». Come si è visto benissimo giovedì quando Valencia, che racconta di una ragazza di cui Mattia si innamora ma con la quale non riesce a parlare perché timido (e lo è davvero, ndr), ha infiammato lo studio. Peccato che al termine il voto da casa non abbia particolarmente premiato i Bengala. «Ovviamente ci piacerebbe andare avanti -dicono- e per questo voti ed ascolti sono importanti, anche perché la prossima settimana ci sarà la prima eliminazione. Ma siamo qui per imparare, divertirci e anche, ovviamente, metterci in mostra». In un contesto che sentono congeniale. «È bello vedere l’integrazione che c’è. In particolare abbiamo fatto amicizia con un altro gruppo, i Westfalia, ma ci sentiamo tutti sulla stessa barca. In qualche momento sembra di essere al campo scuola o in gita scolastica, con noi che scherziamo e i prof che ci dicono “no qua, no là, attenti alle mascherine».

LA NEW ENTRY

E Davide Bortoletto (Borto) precisa: «È una delle esperienze più belle e formative della mia vita». Un’esperienza che per Alexander (Lex), batterista di Castelfranco che si è unito agli altri tre poco prima X Factor, ha un sapore particolare. «Era un momento di tabula rasa -dice- mi ero appena mollato con la ragazza con cui stavo da anni, il lavoro andava così così, non c’erano concerti. Il mio vuoto è stato riempito da questi ragazzi». Che sentono, a distanza, tutto il calore della provincia. «Ci arrivano cose bellissime dai luoghi che frequentiamo abitualmente, come la birreria Vecchia Posta di Cornuda dove andiamo dalle quattro alle sette volte a settimana. Ma lo stesso vale per le varie attività di Cornuda o per il Mattorosso di Montebelluna, che per noi è stato importantissimo». Sì perché loro, come emerge chiaramente da ogni particolare, compreso lo spiccato accento veneto che hanno quando parlano («ne andiamo fieri, altrimenti non saremmo noi»), sono nati e cresciuti nella Pedemontana. Fino alla partenza per Milano. E se qualcuno pensa che il racconto della trippa e vino degustati a colazione sia un elemento leggendario introdotto da Manuel Agnelli si sbaglia di grosso. Perché ogni primo sabato del mese i Bengala vanno puntualmente a fare colazione al Dam bar di Cornuda. Menù? Trippa e vino rosso.

Ultimo aggiornamento: 13:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA