Bloccato in Austria un pullman con 27 soci del Rotary: freni mal funzionanti

Domenica 10 Dicembre 2023 di Giovanni Gnan
Pullman turistici

GRAZ - Disavventura in Austria per 27 soci del Rotary Club Porto Viro - Delta Po, rimasti bloccati dalle autorità a Graz.

A fare maggiore chiarezza sulla vicenda è stato Luca Azzano Cantarutti, avvocato e socio del Rotary, che ha tranquillizzato circa le condizioni delle persone, attualmente accolte all’interno di una locale osteria per ripararsi dal freddo intenso. «Il nostro pullman è stato fermato e dirottato verso un vicino centro di smistamento, dove abbiamo potuto notare come qui fossero presenti altri 26 mezzi, quasi tutti con targhe italiane», spiega Azzano Cantarutti.

IL CONTROLLO 
L’avvocato ha raccontato di essersi confrontato con le altre persone e di aver constatato come anche tutti gli altri autobus fossero stati fermati per il medesimo motivo: ovvero il malfunzionamento dell’impianto frenante. La tesi, però, sarebbe stata immediatamente respinta dalla società di trasporti responsabile di aver accompagnato il gruppo, asserendo che le condizioni del mezzo sarebbero completamente a norma, essendo stato revisionato la settimana scorsa proprio in vista del lungo viaggio. Via le targhe e sequestrati tutti i libretti, dunque.

POSTO DI BLOCCO
Azzano Cantarutti ha fatto notare, inoltre, come alle porte della città di Graz, oltre che al posto di blocco responsabile dello stop del mezzo, fossero presenti anche delle troupe televisive intente a intervistare un comandante di polizia in tenuta da cerimonia. «Viste le incredibili coincidenze viene logico pensare che tutta questa vicenda non sia altro che una situazione creata a tavolino dalle autorità austriache per dar lustro al proprio apparato militare - ha affermato l’avvocato rotariano, continuando - anche perché non è possibile che ci venga contestata l’irregolarità dei nostri mezzi di trasporto». 
La polizia austriaca, fatta notare la situazione, non ha voluto sentire ragione, costringendo i cittadini portoviresi a cercare una soluzione. «All’inizio ci è stato offerto di essere accompagnati da un autobus di una ditta austriaca fino a Padova, ma ovviamente il prezzo del viaggio, oltre che stratosferico, sarebbe stato totalmente a nostre spese», ha detto Azzano Cantarutti, che ha aggiunto - allora ci siamo messi in contatto con il consolato italiano di Vienna il quale si è subito prodigato per risolvere questa grave e imbarazzante situazione che non fa onore né al governo austriaco, né a quello italiano». 
In serata non era ancora arrivato un segnale positivo. «Se alla base del sequestro del nostro pullman, e di quelli di molte altre ditte italiane, c’è veramente un problema legato alla validità delle assicurazioni pretendiamo chiarezza dalle istituzioni italiane ed europee, visto che all’interno dell’Unione dovremmo poter circolare liberamente», ha concluso l’avvocato.

Ultimo aggiornamento: 11 Dicembre, 07:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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