Mercoledì 30 Ottobre 2019, 09:13

«Il veneto? Una vera lingua»: ne è convinto il 54% degli intervistati residenti in regione

PER APPROFONDIRE: lingua, sondaggio, veneto
«Il veneto? Una vera lingua»: ne è convinto il 54% degli intervistati residenti in regione

di Natascia Porcellato

Il Nordest si divide (quasi a metà) sulla tutela dell'idioma ereditato dalla Serenissima Prevale chi non lo ritiene un dialetto. Elettori di Lega e Fdi a favore, contrari Pd e M5s.

IL SONDAGGIO
«Il veneto è una vera e propria lingua e andrebbe riconosciuta e tutelata come il sardo, il ladino, il friulano, eccetera»: con questa affermazione è (moltissimo o molto) d'accordo il 54% dei veneti. Secondo le analisi di Demos per l'Osservatorio sul Nordest del Gazzettino, però, non sono solo loro a pensarlo: l'idea che il veneto sia più di un dialetto viene infatti condivisa anche dal 51% dei cittadini del Friuli-Venezia Giulia e dal 48% di quanti vivono in provincia di Trento. Le diverse componenti del Nord Est, dunque, ritengono in larga parte che il veneto sia una vera e propria lingua e che dovrebbe essere riconosciuta e tutelata come già accade per altri idiomi. La raccolta firme promossa nei mesi scorsi in Veneto e terminata a fine settembre, sembra, secondo le dichiarazioni del
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5 di 75 commenti presenti
2019-11-04 19:29:11
@beppe65: il suono della lingua italiana "sc" è tecnicamente una fricativa postalveolare sorda e non esiste in lingua veneta. Esiste, per esempio, in lingua inglese ed è scritto con la grafia "sh" (ex: fresh, push, crash...) In lingua veneta il digrafo "sc" corrisponde ad una combinazione fonetica che è sempre separata (s+c) e corrisponde ad un suono che non esiste in lingua italiana (per esempio quello delle parole venete "riscio", "mascio", "viscio", "sciantizo" ecc...) pertanto non ha nessuna necessità ortografica di essere separato con un trattino. Il nome Maša (in cirillico Маша, traslitterato anche come Masha) è un nome proprio di persona croato, sloveno e russo femminile, e in inglese è scritto "Masha", in tedesco "Mascha" mentre in italiano "Mascia". Se io leggo "Mascia" intendendola una parola scritta con le regole della Grafia Veneta Moderna allora risulterebbe un parola che suona come dire "maschia" in italiano. Secondo le regole fonetica della Grafia Veneta Moderna, per essere pronunciato correttamente, quel nome andrebbe scritto "Masja".
2019-11-04 19:10:06
@claudio pros, le rispondo punto per punto: 1) l’etnonimo “venet” o “henet” è presente in molti areali dell’Europa all’epoca dell’Età del Ferro. Considerando i dati certi e sicuri emerge che la presenza di tale toponimo è ben distante dall’areale di colonizzazione ellenica. Tale colonizzazione, difatti, andava dalla Crimea fino a Marsiglia passando anche per l’Adriatico mentre, al contrario, i popoli che portano quell’etnonimo occupavano zone precise dell’Europa Centrale, in qualche caso anche verso occidente (Bretagna) e nel bacino mediterraneo (Venetulani e Veneti dell’Alto Adriatico). Queste due aree sono agli estremi sia dell’areale ellenico che di quello venetico e non ci sono prove per ipotizzare una sovrapposizione delle stesse due culture. Un’eccezione sono gli Heneti della Paflagonia, citati da Omero ben prima che quella regione fosse colonizzata dagli Elleni. Non esiste nessuna ricerca etimologica fondata che dimostri una derivazione ellenica dell’etnonimo “venet”, pertanto gli studiosi e i ricercatori stanno ricercando tale etimologia nel contesto della grande famiglia dei Popoli Indoeuropei, tra i quali vi sono anche quelli germanici. 2) In merito ai tre insediamenti “ellenici” che lei cita va precisato che: Spina era un centro etrusco colonizzato in seguito dagli Elleni e non faceva parte dell’areale veneto (i resti di tale città si trovano attualmente in provincia di Ferrara). Adria invece nasce come centro etrusco con forti influenze venete e che non è mai stato colonizzato dai greci. Rivoaltus è un centro urbano sorto in epoca Alto Medievale e non esiste nessun reperto che testimoni in tale sito una colonizzazione ellenica. I reperti archeologici più antichi, ritrovati sotto San Marco, sono noccioli di pesca potrebbero essere risalenti a un’epoca tra il 650 e il 770 dopo Cristo. Strabone, nella sua “Geografia” che è un’opera storiografica e non mitografica, scrive che “Si ascende dal mare a Patavio (Padova) navigando per corso di duecentocinquanta stadii a ritroso di un fiume che attraversa le maree già mentovate, partendosi da un gran porto situato alla sua foce. E questo porto, come il fiume, chiamasi Medoaco”. Molto probabilmente Strabone si riferiva al porto di Malamocco che conduceva poi alla rete idrografica della Pianura Veneta attraverso la Brenta, anticamente denominata Medoacus Major. Nessuno storico greco-romano parla di un porto ellenico a Rivoaltus. 3) Definire come “colonizzazione” l’espansione in terraferma della Serenissima è un’operazione scorretta e antistorica. Infatti nella storiografia scientifica, che tratta di quell’argomento, non è mai utilizzato un termine simile. Lo storico statiunitense Frederic C. Lane ebbe a scrivere, riferendosi alle città venete durante il periodo delle guerre della Lega di Cambrai, “A differenza della classe alta della città soggette, contadini e artigiani avevano trovato motivi di soddisfazione nel dominio veneziano, mentre l’arroganza e la ferocia della soldatesche francesi e tedesche li spingeva alla rivolta”. In merito alla riconquista di Padova, del 17 luglio 1509, Lane scrive che “Il giorno dopo le reclute provenienti da Venezia rafforzarono l’esercito che il Gritti portava da Treviso e ripresero Padova, salutate dai loro fautori entro le mura con grida di ‘Marco, Marco’”. Lo storico britannico John Julius Norwich, in merito alla Repubblica Veneta nel XV secolo, scrive: “Una cosa era evidente: la Repubblica era divenuta una nazione. Ormai non poteva più essere considerata semplicemente come una città-stato dell’Italia settentrionale, alla stessa stregua di Milano, o Firenze, o verona. I veneziani, è vero, si erano da tempo liberati di ogni illusione del genere, ammesso che ne avessero mai avute”.
2019-11-04 17:05:23
parlo sempre in dialetto veneto in quanto lo ritengo simpatico, ho anche un amico tedesco che viene spesso da noi e ha imparato direttamente il dialetto ( uno spasso quando parla ) il problema semmai e' scriverlo. Provate a leggere in dialetto il nome MASCIA …….
2019-11-03 08:57:43
Purtroppo lei distorce la storia di Venezia. Venezia (Venet-ia) non ha preso il suo nome da un inesistente “popolo” henet– (o venet–). Nella profonda antichità pre-romanaimperiale, Spina, Adria e Rivalto (piccolissima) erano approdi per gli elleni (ma anche per i fenici, etruschi, la pirateria, ecc.), ma i nativi con cui gli elleni entravano in contatto (o colonizzavano) e con cui traevano schiavi, barattavano merci, armi, droghe, ecc. non erano per nulla al mondo henet– (o venet–). I mitografi elleni costruivano “teorie” funzionali all’avanzamento di conquista e colonizzazione territoriale e henet– (o venet–) erano nomi che attribuivano ai nativi ad ampio raggio territoriale (ritroviamo questo appellativo in tutta Europa) e non erano certo i sparuti gruppi di nativi ad avere “coscienza” di essere “venet-“. Nel nostro caso di Rivalto, l’ellenizzazione “portuale” prese piede, e, per farla breve, Rivalto divenne progressivamente Venet-ia e venne istituito un ducato che rimase tale fino al suo naturale spirare del 1797. Mi sembra, ripeto, quindi di lampante evidenza e del tutto infondato che un inesistente popolo venet- abbia dato il nome a Rivalto, ma che siano stati in origine al contrario (come in tuti gli altri innumerevoli casi) proprio gli elleni. Nell’accezione veneziano-dogale, con l’aggettivo “veneto” si intendeva, appunto, il territorio della terraferma da Bergamo a Corfù che il Dogado de Venessia riuscì a colonizzare, prese il significato di “qualchecosa che appartiene al Ducato”. Ho condensato secoli di avvenimenti stringendoli in due righe solo per darle una traccia di studio più corretta che lei potrà seguire, basandosi sui fatti realmente avvenuti e non deviando i proprio studi sulle favole campate in aria dei mitografi, costruite ad arte ad usum delphini della propria epoca.
2019-10-31 10:53:51
Penso che questo sia il solito dilemma, non solo in Veneto, lingua o dialetto? Qualcuno disse che la differenza è che la lingua possiede una marina e un esercito. Difficile è stabilire il confine tra uno e l'altro, nel mondo abbiamo lingue identiche definite come separate (ex-Jugoslavia ad esempio), e lingue diverse definite come dialetti della stessa lingua. Il fatto è che è tutta una questione politica, essa decide se si tratta di uno o dell'altro. Si paga qualcuno, si standardizza una lingua prendendo un po' di qua e un po' di là, la si impone a un gruppo più o meno ampio di persone, ed ecco che nasce una lingua con i suoi dialetti. Per claudio pros, avevo già risposto che Venezia deriva da Veneto e non viceversa, essendo Venetia regione romana antecedente alla nascita di Venezia. Poi spiegami perchè in lingua tedesca gli slavi sono chiamati veneti (wendi), se ha attinenza col popolo dei vandali, considerato germanico ma in realtà di lingua slava, perchè esisteva il popolo degli eneti in passato ed eventuali legami coi veneti, visto che sai dei fantomatici euganei esistiti in età preistorica suppongo.