Veneto, è di nuovo incubo alluvione:
due fiumi straripano nel Veronese

Il Bacchiglione in piena (archivio)
VENEZIA - L'incubo dell'alluvione torna nell' est veronese, dopo il dramma vissuto tra il 31 ottobre e il 3 novembre scorsi. A Soave (Verona) le piogge delle ultime ore hanno già fatto esondare il fiume Tramigna, nello stesso punto dove il paese finì sotto acqua. La scuola è già stata evacuata e sul posto si trova il sindaco Lino Gambaretto con i tecnici del Genio e della Protezione Civile. Il presidente della Provincia, Giovanni Miozzi, si sta recando sul luogo assieme all'assessore alla Protezione civile, Giuliano Zigiotto.



Sono una ventina finora le persone evacuate dalle loro case a Soave. La zona più colpita è il quartiere San Giorgio, all'interno delle mura scaligere, sommerso da quasi un metro e mezzo d'acqua. Oltre al danno per i cittadini, sono soprattutto le attività commerciali e artigianali a trovarsi in ginocchio per la seconda volta in cinque mesi, dopo l'alluvione del novembre scorso. Sulla zona per fortuna ha ora smesso di piovere, ed il livello del Tramigna sta già scendendo.



Anche l'Alpone è tracimato, nella zona industriale Terrarossa, nel comune veronese di Roncà. Il Genio Civile regionale, in accordo con il Comune, sta creando una rotta arginale a monte per ridurre i danni. Per precauzione, alcune famiglie sono state fatte evacuare dall'abitato di Monteforte d'Alpone.



Sono stati salvati grazie all'ausilio di un elicottero dei vigili del fuoco due anziani rimasti intrappolati nella loro vettura per la tracimazione del torrente Illasi in un guado nei pressi di Tregnago, nel Veronese. I due hanno cercato riparo sul tetto dell'auto e sono stati recuperati grazie ad un verricello calato dall'elicottero.



Nel Vicentino fiumi ingrossati, frane e smottamenti. Il maltempo di queste ore sta creando problemi in provincia di Vicenza anche per le frane e i numerosi smottamenti innescati dalle forti piogge. Nel comune di Recoaro la crepa sul monte Rotolon si è allargata di un'altra decina di centimetri, arrivando a due metri, e situazione viene monitorata costantemente. Sempre nell'alto Vicentino, una frana è stata registrata a Brogliano, mentre più in basso, a Cornedo, è tracimato il torrente Poscolo. Anche a Laghi si è verificato un movimento franoso che ha invaso una carreggiata, poi liberata dai vigili del fuoco. Paura anche a Chiampo dove si è rimessa in movimento la frana in contrada Fantoni Alti, che aveva tenuto in apprensione i residenti nel novembre scorso. In serata, un movimento franoso nel comune di Posina ha costretto il sindaco Andrea Cecchellero a firmare un'ordinanza per lo sgombero di due abitazioni in contrada Xometto.



«Il Comune sta monitorando costantemente la situazione, in contatto con gli altri enti - dichiara l'assessore alla protezione civile Pierangelo Cangini - in particolare per quanto riguarda l'evoluzione nell'Alto Vicentino». Alle 12.40 di oggi il Comune ha diramato lo stato di allarme alla popolazione di Vicenza a rischio esondazione. L'azione è scattata dopo che l'ingegner Roberto Tonellato, responsabile del centro funzionale decentrato della Regione Veneto, ha anticipato telefonicamente al sindaco Variati la decisione di dichiarare, per l'area di Vicenza, non solo l'allarme idrogeologico, ma anche quello idraulico.



Di qui l'avvio della procedura di allerta della popolazione a rischio, cioè di quella colpita dall'alluvione dello scorso novembre, con l'invio di circa 3000 sms e l'attivazione di sei squadre della polizia locale e di uomini della protezione civile che si stanno occupando di avvisare con megafoni e comunicazioni "porta a porta" chi vive e lavora nelle zone critiche, da quelle a nord della città, a ponte degli Angeli, fino a Debba. Questo il testo degli sms: "Regione dichiara stato ALLARME per fiumi Vicenza. Vi invitiamo a mettere preventivamente in sicurezza persone e cose, specie da interrati. Info: 0444.545311". Alle 12.15 il Bacchiglione a Ponte degli Angeli aveva raggiunto quota 4 metri e 50.



Contemporaneamente è stato disposto che il personale di Aim cominci a distribuire i sacchi di sabbia alla popolazione, a partire dalle cinque zone più a rischio: piazza XX Settembre, piazza Araceli vecchia, via Brotton/viale Ferrarin, il parcheggio del supermercato Pam in viale Trento, il piazzale davanti alla chiesa di Debba. Anche per il teatro Olimpico sono scattate le procedure straordinarie di sicurezza.



«La popolazione è incredula e arrabbiata - ha dichiarato il sindaco Achille Variati a Radio24 - perché i lavori del bacino di laminazione che dovrebbero servire a sgonfiare il fiume (Bacchiglione, ndr) non sono ancora partiti perché in carico alla Regione e ci sono problematiche burocratiche. Lo sapevamo»



Protezione civile, vigili del fuoco e carabinieri sono al lavoro da questa mattina in diversi punti della provincia di Padova tra i comuni di Galzignano e Torreglia, dove uno smottamento del fronte di oltre dieci metri ha parzialmente invaso la strada provinciale 25 che attraversa il territorio del parco dei Colli Euganei. Ruspe e camion sono al lavoro da questa mattina per riportare la situazione alla normalità. Sempre in territorio di Galzignano due case nella zona rurale del comune sono rimaste isolate a causa dell'esondazione di un fossato, ingrossato dalle piogge che hanno interessato la zona sin dalla scorsa notte con notevole intensità.



Criticità idrogeologica: terzo aggiornamento. Il Centro Funzionale Decentrato della Protezione Civile del Veneto ha emesso un terzo aggiornamento di criticità idrogeologica e idraulica in seguito al maltempo che sta interessando la regione. Il centro ha dichiarato lo stato di allarme per il rischio idraulico nella zona denominata Vene - C (Adige - Garda e Monti Lessini) e confermato quello nella zona Vene - E (Basso Brenta - Bacchiglione). Persiste inoltre il preallarme per le zone Vene - B (Alto Brenta - Bacchiglione) e Vene - F (Basso Piave, Sile e Bacino scolante in Laguna), e c'è invece stato di attenzione per il resto del Veneto. Per quanto riguarda il rischio idrogeologico - sottilnea il centro della Protezione civile, è confermato lo stato di allarme nelle zone denominate Vene - A (Alto Piave), Vene - B, Vene - C, Vene - E e Vene - F, con stato di attenzione nel restante territorio regionale.



Il Centro Funzionale ha inoltre richiesto la piena operatività delle componenti del sistema di Protezione Civile, secondo quanto previsto dai piani di emergenza, con la raccomandazione alle sale operative delle Province di fornire aggiornamenti in caso di significative variazioni della situazione. Le dichiarazioni emesse hanno validità fino alle ore 14 di domani, giovedì 17 marzo, se non interveranno cambiamenti nella situazione meteo.

Mercoledì 16 Marzo 2011, 11:16






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