Stangata in autostrada: pedaggio da 70
cent a 2 euro e 90 sulla Padova-Mestre

Giovedì 22 Novembre 2012 di Alda Vanzan
Il casello di Vetrego di Mirano (foto Unionpress)
VENEZIA - L’aumento ci sar. E sar un salasso: da 70 centesimi a quasi 3 euro. Per i pendolari che usano la Venezia-Padova (o viceversa) tutti i giorni, il rincaro peser non poco sul bilancio domestico. Aumenti in vista fino al 400% - tuona la Filt Cgil del Veneto - Non è possibile pensare solo alla cassa, non è equo verso il territorio, non risolve il problema del tornello a Vetrego».



Alla Cav, la società che gestisce il Passante e il tratto autostradale che una volta era della Venezia-Padova, ma anche le tangenziali "aperte" dove si corre senza pagare, confermano e puntualizzano: «Sì, gli aumenti ci saranno - dice il presidente di Cav, Tiziano Bembo - ma non è un capriccio: l’adeguamento tariffario è dovuto, lo stabiliva già una delibera del Cipe». Dunque, si è stati fortunati? In un certo senso sì, perché mentre le altre società autostradali hanno già aumentato i pedaggi, la Cav è rimasta ferma. Il motivo è che c’era un convenzione ricognitiva che doveva essere registrata, cosa che è accaduta lo scorso febbraio: dal 2009 al 2012, dunque, i pedaggi sono rimasti fermi.



E in questi tre anni c’è chi ha approfittato del "tornello" di Vetrego: uscita e rientro immediato al casello di Mirano per risparmiare due euro. I pendolari (e non solo, perché ormai lo sanno anche i camionisti "foresti") hanno imparato lo stratagemma: visto che il tratto Mestre-Padova costa 2,90 euro, quello Mestre-Mirano è gratuito e quello Mirano-Padova viene tariffato 70 cent, basta uscire e rientrare a Mirano per risparmiare più di 2 euro a corsa. Una pacchia che finirà dal prossimo gennaio, perché con l’adeguamento tariffario uscire a Mirano o uscire direttamente a Mestre (o viceversa a Padova) sarà la stessa cosa, non ci sarà più alcuna convenienza.



Va anche detto che la barriera di Villabona doveva sparire: doveva esserci l’arretramento a Mirano, ipotesi però "fisicamente" non fattibile perché rischiava di creare ingorghi e code. L’arretramento, dunque, sarà virtuale: fisicamente a Villabona, dal punto di vista delle tariffe a Mirano. Occhio: la liberalizzazione non sparirà, perché chi entrerà a Quarto d’Altino e uscirà a Dolo continuerà a non pagare niente. Anzi, è previsto che non dovrà neanche più ritirare il biglietto.



Resta il fatto che per i pendolari gli aumenti dei pedaggi e l’"abolizione" del tornello di Mirano/Vetrego sarà una mazzata. Quasi un paradosso, se si considera che si continua a parlare di città metropolitana, di integrazione di servizi tra Venezia e Padova e l’unico atto concreto, al momento, è l’aumento dei pedaggi per chi si muove all’interno di quella che dovrebbe essere la stessa città. «Questa vicenda - dice il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni - è la dimostrazione che serve la città metropolitana: se ci fosse potrebbe dire la sua sulla gestione di questi servizi. Ma è anche un motivo in più per andare avanti e pensare a una razionalizzazione dei trasporti nell’ambito dell’area vasta».



Una buona notizia, comunque, c’è: pur con gli aumenti tariffari «obbligatori», il presidente di Cav Tiziano Bembo è deciso ad applicare uno sconto ai pendolari. Non è detto che ci riesca, ma Bembo, dopo la riunione convocata per domani a Roma dall’Ivca (Ispettorato di vigilanza concessioni autostradali, ora incorporato al ministero) vuole convocare i sindaci della zona e le associazioni degli automobilisti. L’idea è di fare quel che già fanno alcune aziende di trasporto pubblico, ad esempio l’Actv, con gli abbonamenti dei lavoratori e cioè tariffe un po’ più basse. «So che sarà difficile - dice Bembo - ma dobbiamo riuscirci».
Ultimo aggiornamento: 23 Novembre, 20:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA