La sindaca: «Orgogliosa della mia battaglia, la sinistra mobilitata contro di me»

Venerdì 9 Agosto 2019
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«Contro il sindaco di Monfalcone è in atto una mobilitazione 'di sinistra' che sembra tanto una battaglia di casta, ma che, al di là della penosità dei fini e dei contenuti, ha il merito di tenere aperta una discussione fondamentale, che sono orgogliosa di aver contribuito ad alimentare, perché è nella scuola che si formano gli italiani di domani» scrive la prima cittadina Anna Maria Cisint, dopo le polemiche sull'intenzione di affidare al "Garante dell'infanzia" un ascolto riservato a genitori, studenti contro le influenze politiche dei docenti sui giovani.

La Cisint in parte replica anche a un insegnante di sinistra Stefano Piredda che invita il sindaco  a spiegare le proprie ragioni, sollevando una serie di quesiti. La Cisint indica che Piredda  «ha ricoperto importanti responsabilità politiche, assessore alla Cultura a Monfalcone e componente della segreteria Pd - che lo connotano come persona dalle solide basi di partito, con un' appartenenza politica, più che culturale o ideale, al mondo 'di sinistra'. Legittima, ovviamente, ma come tale non priva di faziosità e di pregiudizio preconcetto».

Il sindaco sostiene di aver tolto «il velo a un' ipocrisia antica anche sulla politicizzazione di una parte del corpo insegnante rispetto alla funzione educativa nelle scuole così come su altre ipocrisie e luoghi comuni insopportabili dell'ideologia di sinistra a cominciare dal totem dell'integrazione». Posizione «largamente condivisa da parte della 'maggioranza silenziosà, che ora si esprime con una voglia nuova inarrestabile di partecipazione e di verità perché è venuta meno la sudditanza culturale che ha pesato come un macigno sulla società italiana». Inoltre, «alcuni 'opinion leader' hanno cominciato a porre la domanda sui limiti del potere e dell'arbitrio dei singoli quando esercitano la loro funzione pubblica». Il sindaco di Monfalcone precisa: «Nessuna volontà di reprimere alcun dissenso né di fare schedature, ma neppure nessun arretramento rispetto all'esigenza di usare gli strumenti del Comune - il garante dei minori - per fare chiarezza nell'interesse di cittadini, studenti e insegnanti, la grande maggioranza dei quali opera con diligenza e serietà». La libertà d'insegnamento, conclude, «è un valore inviolabile e sacro che dobbiamo difendere e proprio per questo l'obiettività ne diventa a sua volta un cardine imprescindibile».

Ultimo aggiornamento: 10 Agosto, 09:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA