In Veneto mancano 1.150 medici: la regione non attira, qui paghe più basse della Calabria

Sabato 30 Aprile 2022 di Angela Pederiva
Medici veneti tra i meno pagati in Italia
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VENEZIA - La carenza dei medici in Veneto, pagati mediamente meno dei colleghi della commissariata Calabria, è un problema che nessuno può negare. Nemmeno la Regione, che difatti riconosce: «Ne mancano ancora 1.150». Luciano Flor, direttore generale della Sanità, chiede però correttezza a sindacati e politica intervenuti nel dibattito: «Non possiamo accettare che si diffondano dati vecchi e distorti, per questo vogliamo ristabilire l'esatta dimensione dei numeri e un minimo di verità sui nostri enormi sforzi per assumere, perché non è affatto vero che stiamo rallentando il servizio pubblico per favorire chissà quali realtà private».

IL QUADRO
Illustra il quadro Claudio Costa, direttore delle risorse umane del Servizio sanitario regionale e coordinatore del gruppo tecnico nella Conferenza delle Regioni. I medici dipendenti, quindi di fatto gli ospedalieri, erano 8.007 nel 2011, sono scesi a 7.933 nel 2019, dopodiché sono saliti di nuovo a 8.007 nel 2021 e risultano 8.111 allo scorso 31 marzo (+178 rispetto a tre anni fa). A partire da febbraio del 2020, cioè con lo scoppio della pandemia, i decreti emergenziali hanno permesso di ingaggiarne, in deroga ai vincoli di spesa, 90 a tempo indeterminato, 86 a termine, 2.262 in libera professione (fra cui 1.523 specializzandi e 446 senza specializzazione), 385 in quiescenza. Cifre che due anni dopo, anche per la contrazione di attività come ad esempio le vaccinazioni, si sono sensibilmente ridotte: alla data del 27 aprile, i camici bianchi a tempo determinato sono calati a 17, i liberi professionisti a 405, i pensionati a 147. Nel 2021, rispetto al 2020, la quota della fuga ha superato il 2%, così com'è successo in altre 15 regioni, secondo lo studio della Federazione degli Ordini dei medici.

LA CLASSIFICA
A proposito di confronti regionali, è interessante la classifica della retribuzione annua, comprensiva di stipendio e indennità con esclusione degli oneri, stilata nel 2020 dal ministero dell'Economia e delle finanze. Mediamente, fra il minimo dello specializzando e il massimo del primario, i camici bianchi del Veneto sono pagati 82.584,61 euro, il che significa che in 13 regioni ci sono emolumenti più bassi (ultimo è il Friuli Venezia Giulia con 72.174,86 euro), ma in altre 6 gli importi sono più alti. Non solo nel mitizzato Alto Adige (primo con 99.066,19 euro), ma pure in territori sottoposti a piano di rientro come Campania (84.340,68), Calabria (84.501,07) e Molise (89.785,14). «Abbiamo in corso un'interlocuzione con il Mef spiega Flor per poter destinare risorse aggiuntive alla contrattazione integrativa: fino al 2% del monte salari regionale, come stabilito dal Patto per la salute 2019-2021, un aumento che per il Veneto varrebbe 40 milioni». «In questo modo aggiunge Costa potremmo rendere più attrattivo il contratto in aree e in servizi disagiati, nonché riequilibrare la situazione fra le diverse aziende che vede attualmente penalizzati i medici dell'ospedale di Padova».

LA SPESA
Su un bilancio sanitario di 9,7 miliardi, il costo del personale pesa per quasi 3. L'incremento consentito dal decreto Calabria non porta più di 16 milioni. E con la scadenza delle misure emergenziali, se non verrà modificata la legge, tornerà a valere il vecchio tetto della spesa registrata nel 2004 meno 1,4%, quindi per il Veneto 2,6 miliardi. Conclusione di Flor: «Dobbiamo fronteggiare tre tipi di limiti: la disponibilità di risorse, il vincolo di spesa e l'offerta di medici. Ma ce la stiamo mettendo tutta, anche investendo sulla formazione. Il 9 maggio partirà il nuovo corso per i medici di medicina generale con altri 383 iscritti e le borse di specializzazione a livello nazionale sono passate da 7.500 a 17.000 all'anno».

 

Ultimo aggiornamento: 15:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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