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Meloni: «Campagna d'odio contro Fdi. Sorpasso sulla Lega? Conta battere il Pd»

Martedì 20 Settembre 2022 di Angela Pederiva
Giorgia Meloni
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«In nessuna democrazia evoluta l'unica opposizione al governo è oggetto di sistematici attacchi da parte di ministri, cariche istituzionali e grandi media. E, soprattutto, in nessuna democrazia occidentale il governo consente scientificamente provocazioni che potrebbero facilmente sfociare in disordini - durante la campagna elettorale - nelle manifestazioni politiche dell'opposizione. Questa gente parla di Europa, ma il loro modello è il regime di Ceausescu». Giorgia Meloni, con le iperboli da campagna elettorale, ha affidato ieri il suo pensiero a facebook dopo l'ennesima contestazione a Caserta. Episodi che si ripetono. Un filone che registra anche quella stella Br sui tabelloni elettorali a Mestre e la scritta Meloni come Moro. Tanto da indurre la leader di Fratelli d'Italia a invocare l'intervento del ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese.

Ma, Giorgia Meloni, quanto è preoccupata?

«Non ci facciamo intimidire e confido negli italiani per rispondere alla campagna d'odio scatenata contro FdI. D'altronde, quando esponenti politici e delle Istituzioni dicono agli avversari che dovranno sputare sangue, poi succede che qualcuno possa prenderli in parola». A Mestre ha definito piazza Ferretto «la più bella della campagna elettorale».

Che risultato si aspetta in Veneto?

«La piazza di Mestre è stata davvero fantastica. Non mi sbilancio in previsioni ma sono ottimista. Credo che i veneti stiano particolarmente apprezzando la coerenza, la concretezza e il buongoverno di FdI, che anche in questa regione può contare su una classe dirigente che si è sempre occupata di affrontare i problemi reali delle persone: infrastrutture, lavoro e sostegno al tessuto produttivo, famiglia. E che è molto attenta alle istanze del territorio. Penso ad esempio all'impegno per tutelare un gioiello come Venezia, difendendone la città storica e rilanciandone la residenzialità, e per immaginare una visione di sviluppo di tutta la gronda lagunare e dell'area metropolitana, da Bibione a Chioggia».

I sondaggi a Nordest dicono che Fratelli d'Italia potrebbe doppiare la Lega. Come cambierebbero i rapporti di forza all'interno del centrodestra?

«Il nostro obiettivo è battere la sinistra e dare all'Italia un governo di centrodestra forte e coeso, sostenuto da un ampio mandato popolare. E questo si può raggiungere se tutto il centrodestra cresce e si rafforza».

Come pensa di conciliare una risposta al caro-bollette con la necessità di non ricorrere allo scostamento di bilancio?

«La priorità è fissare un tetto europeo al prezzo del gas, che sta salendo soprattutto per colpa della speculazione. L'altra misura è il disaccoppiamento del prezzo dell'energia prodotta dal gas da quello dell'energia prodotta da altre fonti. Se lo fa l'Europa è più efficace, ma si può fare anche a livello nazionale. E con una copertura, secondo le nostre stime, che si aggira intorno ai 3-4 miliardi e per la quale non è necessario fare uno scostamento di bilancio».

Ha dichiarato di essere favorevole all'autonomia differenziata, nel pacchetto di riforme che comprende anche il presidenzialismo. Crede sia ipotizzabile l'ok alla legge-quadro già nel primo Consiglio dei ministri, o ritiene che avrebbe solo una valenza simbolica?

«Su questo ci confronteremo con gli alleati del centrodestra se andremo al governo. Mi lasci ricordare, però, che Fratelli d'Italia ha mantenuto sempre la parola data sull'autonomia e che se questa non è stata portata avanti in questi ultimi anni, certo, non è dipeso da noi. Noi manteniamo sempre gli impegni».

Mancano pochi giorni alla fine della campagna elettorale, decisivi secondo i politologi per orientare le scelte degli indecisi. Visto anche il rischio di astensione, come pensa di convincerli ad andare a votare?

«Continuando a spiegare le nostre proposte e le nostre idee e ricordando agli italiani che, dal loro giudizio, dipende il futuro dell'Italia. Non c'è potere più forte del popolo italiano».

Potrebbe essere la prima donna premier d'Italia. Le sue dichiarazioni su temi come aborto e famiglia hanno però indignato una parte dell'opinione pubblica femminile. Sul punto lei ha parlato di fake news. Vuole chiarire la sua posizione?

«Guardi, le uniche ad essersi indignate sono certe presunte femministe che da settimane alimentano una narrazione falsa perché non tollerano l'idea che una donna di destra possa diventare premier. Io voglio aggiungere diritti, non toglierli. E liberare la grande forza autonoma delle donne dalle penalità che la ingabbiano. Cioè quello che la sinistra non è mai riuscita a fare».

In questa campagna elettorale c'è stato un solo faccia a faccia, quello fra lei ed Enrico Letta. Alla fine pensa che sia stato sufficiente o ritiene che sia mancato un confronto sui temi?

«Noi abbiamo parlato sempre di contenuti, sono altri ad aver preferito la demonizzazione dell'avversario. È un vecchio vizio della sinistra quando non ha argomenti e ha paura di perdere». 

Ultimo aggiornamento: 15:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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