Walter, il re dello zafferano: 8mila
fiori da pulire uno a uno ogni giorno

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Walter Zamuner

di Marco Agrusti

SAN QUIRINO (PORDENONE) - Cercava una pianta tipica friulana, voleva valorizzare la nostra regione facendo quello che più di ogni altra cosa lo fa sentire vivo: lavorare la terra. Ha scandagliato tutte le colture di una volta, paese per paese, racconto dopo racconto. Ma niente, non trovava quel mix di gusto, tradizione e regionalità che gli servivano. La "biava di Mortegliano", l'aglio di Resia, troppo di nicchia. Serviva qualcosa di più. Serviva lo zafferano che friulano proprio non è ma che - come riesce a cambiare il titolo nobiliare di un risotto - ce l'ha fatta anche con la sua vita.



Walter Zamuner è un ragazzo normale. Trentun'anni, sanquirinese con origini venete, fino a qualche tempo fa un sognatore un pò visionario. Oggi una star del settore, grazie allo «Zafferano San Quirino». Roba sua, solo sua, che coltiva in paese e che gli ha permesso di vincere il premio «Bandiera verde agricoltura», consegnato a Roma martedì. E che ha fatto di un giovane normale della provincia pordenonese principalmente due cose: un caso di successo da studiare e - buon per lui - un fornitore ambìto dai grandi nomi. Zamuner, ammetta che puntare sullo zafferano in Friuli è stato un rischio.



«La giornata in realtà parte dalla sera prima. Guardo il clima, decido a che ora inizierò il giorno dopo. Alle 7.30 sono nel campo e ci rimango fino a sera. Ogni giorno i fiori vanno puliti e ci sono giornate da 7-8000 fiori».





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Domenica 16 Novembre 2014, 13:00






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