Virus, settimana da incubo: per contagi il Friuli è tra i primi in Italia, terapie intensive in affanno

Domenica 21 Marzo 2021 di Davide Lisetto
Terapie intensive in affanno con 80 ricoverati
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 PORDENONE - Lieve calo nel numero di nuovi contagi ieri in Friuli Venezia Giulia: i nuovi positivi restano sotto quota mille, ma aumentano ancora i ricoveri sia nelle Terapie intensive che nelle aree mediche. Salgono dunque le cifre - già da oltre tre settimane - oltre la soglia dell’occupazione dei posti letto nei reparti Covid. La settimana che si chiude, rispetto ai dati legati proprio all’incidenza settimanale dei contagi ogni 250 mila abitanti, è decisamente quella peggiore dell’ultimo periodo. In particolare i numeri del territorio provinciale udinese segnano un record drammatico: sono i più alti tra tutte le province italiane. Dato che alza la media regionale e porta l’intero Friuli Venezia Giulia a segnare il record negativo a livello nazionale. Il pronto soccorso dell’ospedale udinese Santa Maria della Misericordia anche ieri ha vissuto una situazione molto pesante, da collasso con molti pazienti per i quali le attese si allungano anche a causa dei necessari test anti-Covid pre-ricovero.
DATI SETTIMANALI
Rispetto all’incidenza dei casi settimanali la regione Fvg, negli ultimi sette giorni, registra 463 casi su centomila abitanti, quasi il doppio della media dell’Italia che è di 263, mentre la soglia è di 250. Udine mostra il numero più alto in assoluto: 607 casi su centomila residenti. Preoccupante anche la situazione di Gorizia che fa registrare 522 infezioni nei sette giorni sulla quota di 100 mila residenti. Trieste mostra 396 casi, mentre Pordenone si è fermato a 213 casi. Ed è proprio il Friuli occidentale l’unico territorio regionale a registrare numero sotto soglia. Una situazione quella del Pordenonese che fino a qualche giorno fa ha consentito di mantenere sotto controllo la pressione sugli ospedali. Che però stanno ugualmente affrontando una fase piuttosto critica con una forte ripresa dei ricoveri: a ieri si era arrivati a quasi novanta posti letto occupati da malati Covid. Un allarme che porta a pensare a un veloce riempimento che ha richiesto alcune modifiche organizzative al fine di incrementare l’offerta di posti letto Covid. Alla situazione di nuov emergenza si è arrivati anche per la disponibilità data dall’ospedale di Pordenone di accogliere anche pazienti da fuori provincia, in particolare dall’area udinese. Non solo nei reparti ma anche nelle Intensive. Intanto ieri 906 i nuovi positivi. Su 7.399 tamponi molecolari sono stati rilevati 620 nuovi contagi con una percentuale di positività del 8,38%. Sono inoltre 3.938 i test rapidi antigenici realizzati, dai quali sono stati rilevati 286 casi (7,26%). I decessi registrati sono 14. Due in ospedale a Pordenone, un 83enne di Porcia e un 75enne pordenonese. I ricoveri nelle terapie intensive sono 80 mentre quelli in altri reparti risultano essere 564, erano 547 il giorno prima.

I DECESSI

I decessi complessivamente ammontano a 3.111, con la seguente suddivisione territoriale: 681 a Trieste, 1.598 a Udine, 620 a Pordenone e 212 a Gorizia. I totalmente guariti sono 68.975, i clinicamente guariti 2.807, mentre le persone in isolamento oggi risultano essere 15.540. Sul fronte del sistema sanitario regionale da registrare nell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale le positività di due infermieri e un operatore socio sanitario; nell’Azienda sanitaria Giuliano Isontina di due infermieri, un medico e un operatore socio sanitario. Rispetto al tema dei vaccini ieri è intervenuto il senatore di Fi Franco Dal Mas: «La salute è un diritto, ma anche un dovere. È l’ora di farla finita con il totem dell’articolo 32 della Costituzione. L’obbligatorietà del vaccino contro il Covid non dovrebbe essere argomento di discussione, ma una misura già varata. A partire proprio dai medici e dagli operatori sanitari, perchè vale la pena ricordare che a ogni lavoratore spetta l’onere di occuparsi della propria sicurezza e di quella degli altri soggetti».

 

Ultimo aggiornamento: 10:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA