Siri indagato è una grana. Rallenta il nuovo ponte

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Siri indagato è una grana. Rallenta il nuovo ponte

di Marco Agrusti

PORDENONE - Il sottosegretario ai Trasporti, Armando Siri, è indagato per corruzione. E la vicenda non sta scuotendo solo i vertici del governo gialloverde. C'entra anche Pordenone, e in particolare una delle opere più importanti per tutta la viabilità regionale. La bufera politica e mediatica montata attorno alla figura di Siri, accusato di aver ricevuto una tangente da 30 mila euro per garantire una modifica al documento di economia e finanza del governo, rischia infatti di rallentare la richiesta di fondi statali per il nuovo ponte sul Meduna, un'infrastruttura da almeno 20 milioni di euro. E questi soldi la Regione non può garantirli da sola. Serve Roma, ma se Siri fosse costretto alle dimissioni o gli fossero revocate o sospese le deleghe da sottosegretario ai Trasporti, la partita si complicherebbe. 

RETROSCENA
Armando Siri non più tardi di un mese e mezzo fa ha sentito bussare alla sua porta romana. Era l'assessore del Fvg Pizzimenti, l'uomo incaricato dalla Regione di rintracciare i finanziamenti per il nuovo ponte sul Meduna. La missione comprendeva anche gli altri interventi che dovranno essere realizzati sulla Pontebbana, per un totale di 220-250 milioni di euro. È il famoso piano per la statale 13, al momento privo di coperture. «Siri è il nostro uomo a Roma», aveva detto Pizzimenti, che accompagnato dal sottosegretario sacilese Vannia Gava era riuscito a scucire al numero due dei Trasporti un mezzo sì sulla riqualificazione della statale. Adesso che proprio Siri è finito nella bufera a causa di un avviso di garanzia, la storia si ingarbuglia. Se l'esponente leghista dovesse saltare (nelle ultime ore il vicepremier grillino Di Maio ha ammorbidito l'iniziale posizione giustizialista dei pentastellati), ci si troverebbe a dover dialogare direttamente con il ministro Toninelli, e i buoni uffici di Pizzimenti dovrebbero essere perlomeno rinsaldati, se non ricostruiti daccapo. Siri, in regione, è l'uomo del ponte del Meduna: da lui possono arrivare le pressioni giuste per far arrivare a Trieste (e poi sul territorio pordenonese) i soldi necessari a realizzare il raddoppio dell'attraversamento stradale, nonché le opere accessorie come rampe e complanari di ingresso e uscita dal nuovo viadotto. 

L'OPERA
Quanto ai conti, questi ultimi sono stati svelati dall'assessore pordenonese Cristina Amirante: il nuovo ponte sul Meduna costerà venti milioni. Soldi che dovranno essere trovati a Roma, non di certo nelle casse dell'Uti del Noncello, titolare della primissima fase di progettazione dell'attraversamento stradale lungo la Statale 13. Amirante ha annunciato anche un incontro pubblico che si terrà entro fine mese: servirà a tirare la volata al concorso di idee utile a individuare il progetto vincente. La cifra complessiva, però, potrà variare a seconda del progetto che risulterà vincitore al termine del concorso di idee, ma non ci si discosterà molto dalle previsioni emerse dopo mesi e mesi di incontri, vertici e contrattazioni. «Lo studio di pre-fattibilità del nuovo attraversamento - ha detto Amirante - è finalmente pronto e presto lo presenteremo ufficialmente ai pordenonesi». Le ipotesi progettuali sono tre: un ponte strallato moderno e costoso, un attraversamento più classico ma problematico a causa delle piene ricorrenti del Meduna oppure una soluzione ibrida. Il risultato del concorso di idee si conoscerà solamente in estate.
Marco Agrusti
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lunedì 22 Aprile 2019, 12:03






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