Siccità record, arriva la conta dei danni: in alcune zone perso fino al 90% del raccolto

Mercoledì 14 Settembre 2022 di Marco Agrusti
Lago in secca

PORDENONE - Il conto è arrivato quando alla fine dell’estate (quella figlia del calendario) manca solamente una settimana. E per alcune zone della nostra regione è un conto drammatico, anche se come dice il presidente di Coldiretti, Matteo Zolin, «anche aver salvato qualche pianta è stato un successo». Ci sono aree, però, in cui si è salvato ben poco. Sono quelle in cui non si poteva proprio irrigare. Lì la siccità ha vinto senza nemmeno troppi problemi la sua battaglia. E per gli agricoltori è stato un dramma. «L’esempio perfetto - ha spiegato sempre Zolin della Coldiretti - è quello della Bassa pordenonese, dove non si poteva irrigare perché mancavano le infrastrutture. In quei casi il calo produttivo del 2022 sarà tra l’80 e il 90 per cento». Dati da far tremare le vene ai polsi. «Proprio adesso che sta iniziando la fase di raccolta - ha aggiunto il presidente di Coldiretti Pordenone - stiamo facendo la conta dei danni, anche se aver salvato anche solo qualcosa può essere un successo». Un’altra fascia molto colpita dai danni della siccità è quella dell’Alto Spilimberghese. E le colture che hanno sofferto di più sono mais e soia. 
Il quadro è migliore, invece, laddove si è riusciti a irrigare nonostante il razionamento imposto dal Consorzio Cellina-Meduna. «Proprio grazie al razionamento - ha aggiunto Zolin - siamo riusciti ad arrivare con l’irrigazione almeno fino ad agosto. Se avessimo ascoltato chi non voleva i tagli - punge il numero uno di Coldiretti - adesso ci troveremmo con i campi completamente bruciati». In ogni caso la produzione subirà un calo, che a livello medio parte dal 20 per cento per arrivare al 40-50 per cento. Le previsioni però erano ben peggiori. 

IL GRAZIE


«Le organizzazioni di categoria pordenonesi Coldiretti, Confagricoltura, Cia e Confcooperative - si legge in una nota - hanno presentato una lettera di ringraziamento rivolta al presidente, alla deputazione, ai consiglieri e a tutto il personale del Consorzio Bonifica Cellina Meduna per il grande lavoro svolto durante questa difficilissima campagna irrigua che ormai volge al termine. Le non facili decisioni che sono state nel tempo assunte dal Consorzio, e che sono state attuate con convinzione, dedizione, buona volontà e buon senso, hanno permesso di salvare buona parte dei raccolti per molte coltivazioni e per altre perlomeno di contenere i danni. E le difficoltà sono state molte dovendo affrontare una carenza d’acqua senza precedenti che è stata anche accompagnata da temperature record. Un ringraziamento viene rivolto anche all’assessore Stefano Zannier che ha costantemente seguito l’emergenza e con cui il Consorzio Cellina-Meduna è stato in costante contatto per mantenere con la Regione la condivisione nelle scelte e nei possibili interventi da mettere in atto.
«Questa estate straordinaria – concludono le organizzazioni – ha messo in evidenza la necessità di accelerare più possibile gli investimenti strutturali per gestire al meglio il bene acqua e poter nel tempo raggiungere con l’irrigazione anche territori che oggi diversamente vedono completamente compromesso il loro lavoro, mettendo a rischio anche la filiera agroalimentare che porta economia, lavoro e ricchezza al territorio. Il settore primario deve ritornare centrale nelle agende di governo e per questo l’acqua e i consorzi di bonifica sono strumenti indispensabili». 
Ora però lo sguardo è già rivolto alla prossima stagione, «quando - termina il suo intervento Zolin - dovranno già essere in funzione i nuovi sistemi di irrigazione anti-spreco per i quali la Regione ha stanziato già sette milioni di euro». 

Ultimo aggiornamento: 15 Settembre, 09:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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