Soldi dalla Lega ai parlamentari, nella lista anche Vannia Gava. La difesa: "Prestiti tornati, tutto limpido"

Mercoledì 16 Settembre 2020 di Redazione
L'onorevole della Lega Vannia Gava
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PORDENONE - C’è anche il nome di Vannia Gava, la deputata leghista sacilese, nell’inchiesta dell’Unità di informazione finanziaria, l’ufficio antiriciclaggio che fa capo alla Banca d’Italia. La relazione fa riferimento a una serie di flussi di denaro - risalenti al 2017 e al 2018 - che dal partito (la Lega) si sono mossi verso singoli parlamentari, per un totale di 600mila euro. Sono 20mila euro, nel dettaglio, i soldi che Vannia Gava ha ricevuto dai vertici del partito nel periodo preso in considerazione dall’Unità di informazione finanziaria. La causale del bonifico interno al Carroccio, come ha riportato il quotidiano “Domani”, riporta la dicitura “restituzione prestito infruttifero”. Si tratterebbe quindi di una somma che Gava avrebbe inizialmente versato sul conto corrente della Lega e che successivamente le sarebbe stata restituita. 
L’ACCUSA
La Lega, che a pochi giorni dalle elezioni regionali e dal referendum è costretta a fronteggiare anche un’inchiesta che ha portato all’arresto di tre commercialisti vicini al partito, si trova a fronteggiare nuove accuse. Secondo l’ufficio antiriciclaggio della Banca d’Italia, infatti, le operazioni legate ai bonifici che dalla Lega si sono mossi verso i singoli parlamentari sarebbero «sospette», in quanto permetterebbero ai deputati di ottenere sgravi fiscali sulle donazioni di denaro. In particolare, riferendosi ai bonifici facenti capo alla deputata sacilese Vannia Gava, la relazione evidenzia come il bonifico a suo favore (datato 8 agosto 2018), «preceda di due giorni» il movimento opposto, cioè il flusso da Gava alla Lega stessa. Ciò che teorizza l’ufficio della Banca d’Italia, quindi, è l’esistenza di un “meccanismo”. Ed è anche la tesi screditata e contrastata con forza nelle scorse ore dalla stessa Gava, che appresa la notizia non ha escluso la necessità di tutelarsi nelle sedi opportune. 
LA DIFESA
«Oggettivamente - ha esordito la parlamentare sacilese del Carroccio - si sta parlando del nulla. I soldi a cui fa riferimento l’inchiesta - ha proseguito - sono stati semplicemente restituiti a me dal partito, in quanto ero stata io stessa, attingendo alle mie risorse personali a prestarli alla Lega per affrontare la campagna elettorale». Si parla in questo caso dell’avvicinamento alle Politiche del 2018. «Non è nulla di clamoroso e conservo ancora correttamente tutte le ricevute - ha spiegato l’ex sottosegretario all’Ambiente del governo Conte-uno -. Non mi sono mai nascosta e ho sempre messo la faccia in primo piano. A cinque giorni dalle elezioni regionali - è passata all’attacco la deputata leghista - si tratta di affermazioni altamente offensive e lesive della mia immagine. Non ho ottenuto alcuno sgravio fiscale da quelle operazioni: è tutto trasparente, si trattava di un prestito infruttifero al partito che mi è stato restituito. Tutelerò ovunque la mia immagine».  Ultimo aggiornamento: 09:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA