Lavoro nero: scovati 125 lavoratori invisibili, controlli su 600 aziende

Giovedì 13 Dicembre 2018 di Davide Lisetto
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PORDENONE - Oltre seicento aziende ispezionate nei primi undici mesi del 2018. Più di 1.500 posizioni lavorative passate al setaccio: tra queste quasi seicento le situazioni di irregolarità (nelle varie forme) scoperte. In questo contesto ben 125 lavoratori erano occupati completamente in nero: invisibili agli enti previdenziali e al Fisco. Complessivamente nel campione esaminato delle oltre seicento aziende - operative nel diversi settori produttivi, dal manifatturiero ai pubblici esercizi - il tasso di irregolarità supera il 60 per cento. Nell'anno in corso è aumentato di quasi il 30 per cento il numero dei lavoratori in nero accertati. Sono state comminate sanzioni per oltre 180 mila euro. Mentre sono stati contestati imponibili retributivi evasi per circa tre milioni di euro. Sono i dati relativi ai risultati dell'attività dell'Ispettorato del lavoro di Pordenone: dodici ispettori e un nucleo di tre carabinieri guidati dalla direttrice Gianna Da Ronch che da un paio di anni è a capo dell'Ispettorato di Udine-Pordenone. «L'aumento di circa il 30% rispetto all'anno precedente - precisa la direttrice - del numero di lavoratori in nero è anche dovuto a un'attività di controllo maggiormente mirata che si fa preventivamente anche in collaborazione con Inps e Inail, utilizzando le banche dati, e che ci consente di mirare alle situazioni più a rischio. L'attività ispettiva e di controllo sul territorio avviene spesso anche con la collaborazione con il sindacato in difesa dei lavoratori che segnalano situazioni ritenute irregolari».
ISPETTORI E CARABINIERISul fronte del lavoro fuori-legge i casi di lavoro nero scoperti dagli ispettori sono stati 90, rispetto ai 65 dell'anno precedente. A questi vanno aggiunti i 35 casi scoperti dal nucleo del carabinieri che opera nella sede dell'Ispettorato. Nell'ambito di questi controlli il nucleo dei carabinieri, nel corso di un'ispezione in un'azienda agricola, ha scoperto otto lavoratori in nero sugli undici impiegati. In un altro caso sono state contestate violazioni a un'impresa edile per l'impiego di un lavoratore clandestino. Un piccolo gruppo di addetti illegali è stato scovato nelle cucine di un ristorante etnico nei confronti del quale sono scattate anche sanzioni in materia di orario di lavoro. Complessivamente i settori maggiormente a rischio - e dunque ispezionati - sono quelli delle costruzioni, dell'agricoltura e dei pubblici esercizi, in particolare bar e ristoranti. Sono stati, inoltre, ventidue i provvedimenti di sospensione dell'attività imprenditoriale emanati nei confronti di altrettante aziende. Nell'anno che sta per terminare l'attività di verifica degli ispettori si è concentrata in particolare su due fronti: quello del mancato rispetto degli orari (straordinari fuori controllo, permessi settimanali non rispettati e ferie non concesse) e quello della non corretta applicazione del contratto di lavoro adeguato al settore. In quest'ultimo ambito le contestazioni hanno riguardato diverse imprese (alcune operano anche attraverso appalti pubblici in diversi settori, tra gli altri l'igiene ambientale) che applicavano contratti non regolari rispetto al settore di operatività. Oltre due milioni il conseguente assoggettamento a contribuzione per la differenza di imponibile.
LE RICHIESTESpesso l'attività ispettiva parte in seguito a segnalazioni che arrivano direttamente dai lavoratori. Quest'anno sono stati circa 150 quelli che hanno bussato alla porta dell'Ispettorato per denunciare soprattutto situazioni legate a mancati pagamenti. Una strada alternativa alla causa di lavoro in Tribunale: le richieste hanno fatto scattare gli accertamenti immediati con una settantina di diffide accertative a carico delle aziende. Un provvedimento questo che permette, in buona parte dei casi, ai lavoratori di poter agire in via esecutiva, in tempi stretti, per il recupero dei crediti retributivi. Richieste in forte aumento cui l'Ispettorato risponde in tempi piuttosto celeri.
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