Detenuto muore in carcere, i dubbi della Procura: scatta l'indagine

Martedì 19 Marzo 2019 di Cristina Antonutti
Un quadro clinico grave. Sono le prime indicazioni emerse dall'autopsia eseguita ieri mattina sulla salma di Gianmario Bonivento, 63 anni, di Fiume Veneto, deceduto la scorsa settimana nella carcere di Pordenone. L'esame autoptico, una volta che il medico legale Giovanni Del Ben ha escluso cause di morte violenta, è stato affidato al primario dell'Anatomia patologia, il dottor Sandro Carlo Sulfaro. È emerso che il quadro clinico del 63enne era molto grave per via delle molteplici patologie di cui soffriva (era cardiopatico e diabetico). Il decesso è avvenuto per cause naturali, saranno adesso gli esami di laboratorio sui tessuti a fornire indicazioni importanti su eventuali concause legate a infezioni o alterazioni a livello polmonare, cardiaco o renale. Ci vorranno almeno 90 giorni prima che l'anatomo patologo possa fornire all'autorità giudiziaria una relazione completa e rispondere ai quesiti posti dal Pm, che non riguardano soltanto le cause della morte. La Procura vuole infatti sapere se Bonivento, per le sue condizioni di salute precarie, avesse bisogno di essere ricoverato in ospedale anzichè restare in cella.
Sul caso vi è la massima attenzione da parte degli inquirenti, che si sono affidati ai carabinieri del Nucleo Investigativo, ieri presenti all'esame autoptico con il personale della sezione Investigazioni scientifiche. L'avvocato Roberto Russi, che tutela la figlia 19enne di Bonivento, Giulia, si riserverà in un secondo tempo l'eventuale nomina di un consulente. La difesa di Giovanni Capovilla, medico del carcere raggiunto da un avviso di garanzia per l'ipotesi di omicidio colposo, ha ritenuto di non essere presente in questa fase dell'inchiesta. «Per il mio assistito - afferma l'avvocato Manlio Contento, che tutela il medico con la collega Nicoletta Sette - la Procura dovrà chiedere l'archiviazione, perchè non gli si può muovere alcun rimprovero. Tutto quello che poteva fare lo ha fatto. Siamo sereni, perchè è stato lo stesso Capovilla a segnalare al Tribunale di sorveglianza che, non essendosi copertura medica 24 ore su 24 in carcere, il detenuto per le sue condizioni di salute non poteva continuare a scontare la pena nella casa circondariale».
Bonivento è morto nel sonno, verso le 5 di venerdì scorso, nella cella n. 2 condivisa con altri tre detenuti. Nessuno si è accorto di nulla. Quando alle 7.30 è passato il personale infermieristi con il carrello dei medicinali da somministrare a quei detenuti che seguono terapie farmacologiche, Bonivento sembrava dormisse. Lo hanno chiamato, poi i compagni lo hanno scosso scoprendo che era mancato. I carabinieri hanno sequestrato sia la cartella clinica in ospedale (l'uomo era stato portato in pronto soccorso per un collasso un paio di settimane prima) sia la cartella sanitaria del carcere.
C.A.
© RIPRODUZIONE RISERVATA Ultimo aggiornamento: 11:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA