Don Luigi festeggia i 60 anni di sacerdozio con un libro di ricordi

Giovedì 9 Dicembre 2021 di Riccardo Saccon
Don Luigi festeggia i 60 anni di sacerdozio con un libro di ricordi

FONTANAFREDDA - Il vero regalo per i 60 anni di sacerdozio, lo ha fatto don Luigi Stefanuto, il festeggiato (in foto con don Andrea). Al termine della messa celebrata ieri a San Giorgio, è stato distribuito infatti un libretto di 32 pagine con i suoi ricordi nel paese natio, Cesarolo (Sisarol), dove è nato il 21 febbraio 1936. Fu ordinato sacerdote il 3 luglio 1960. A San Giorgio, dove è stato parroco per 35 anni, fu deciso però di posticipare la festa celebrata così ieri. Nel 2020 don Luigi si ritrovò invece con altri 7 dei 14 sacerdoti che furono ordinati da monsignor Vittorio De Zanche. Una cerimonia solenne, quella di ieri, con ben due formazioni corali ad accompagnare la liturgia, la Coralrisultive e la Corale Julia. Al termine la consegna al festeggiato di un ricordo per questo particolare momento, una croce in mosaico, una croce formata da tante tessere ha ricordato don Andrea Della Bianca -, simbolo delle molte disseminate lungo il suo lungo cammino da don Luigi.


I RICORDI DI DON LUIGI

Un cammino iniziato nella sua Cesarolo, località del Comune di San Michele al Tagliamento, dove abitava in una vecchia costruzione, ai piedi della salitella che chiamavamo teada che a sua volta immetteva nel Ciavrat. Come spiega nell'introduzione del piccolo libretto, desidero mettere in primo piano la mi fanciullezza e la nascita della mia vocazione in tempo di guerra. Questo ha lasciato in me ricordi indelebili. E in effetti il libretto è dedicato solo a quegli anni fino al suo arrivo in Seminario, accompagnato dal papà sul calesse trainato dal cavallo, il 22 ottobre 1947. «Si può dire spiega don Luigi che il Signore mi ha scelto e accompagnato fin da piccolo». In quella casa ha vissuto in modo felice, il posto più bello del mondo dove ho vissuto il tempo migliore della mia vita. La casa oggi non c'è più, ma lì ho fatto le prime scoperte, il freddo e il caldo, il vento e il sole, il grido degli uccelli la sera e i sorrisi delle persone che ti passavano vicino per la prima volta. La mia era una casa povera, però non ricordo di aver patito la fame: l'orto e il pollame erano una preziosa riserva. Era la prima casa del paese e lì si fermavano i poveri, i puars, che bussavano a ogni casa e mia nonna e mia mamma Ester mi mandavano sempre a prendere un mestolo di farina per la carità. Feste e domeniche erano segnate dalla messa delle 10.30 e agli uomini prima di quell'appuntamento veniva preparata una scodella di brodo, quasi un rito. Nella memoria riecheggiano la trombetta del gelataio, ma anche i rumori della faria l'officina artigianale vicino casa.


I CAPITOLI

Diviso in capitoli, nel secondo don Luigi raccoglie i ricordi della guerra, indelebili, dall'atterraggio di un ricognitore Cicogna alla caduta di Mussolini nel '43, dai prigionieri nella Tenuta Marinella, chiamata la Fabrica, ai camion della Todt con gli operai ingaggiati dai tedeschi per costruire fortificazioni, alle fortezze volanti che in formazione si dirigevano verso la Germania sino ai bombardamenti a San Michele e Latisana. Nel terzo capitolo si parla invece di Glesia con il ricordo delle processioni, delle attività nel periodo elettorale post guerra, la scuola e l'incontro con monsignor Vittorio D'Alessi il 6 dicembre 1945. Ero chierichetto. Da quel giorno volevo diventare vescovo anch'io. E la strada verso il sacerdozio inizia nel giugno del 1947, con gli esami di ammissione alle Medie al collegio Marconi di Portogruaro. Il 22 ottobre entrai in Seminario. Ordinato sacerdote fece tappa a Roraigrande dal 1960 al 1964, a Cavasso Nuovo sino al 1969 e da lì a Claut che lasciò nel 1981 alla volta di San Giorgio a Fontanafredda. Oggi a Vigonovo, mantenendo anche la presidenza del Comitato pro causa di canonizzazione del beato Marco d'Aviano.

Ultimo aggiornamento: 10 Dicembre, 09:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA