Euro 2020 parla anche friulano, le emozioni di Cristante e Meret dopo il trionfo

Martedì 13 Luglio 2021 di Stefano Giovampietro
Il casarsese Bryan Cristante

UDINE - La domenica di Wembley è stata una serata da incorniciare per il calcio italiano, ma estendendo il concetto lo è stata per tutto il Paese, stretto in un abbraccio che negli ultimi anni è stato un gesto praticamente proibito. L'Italia intera ha festeggiato un gruppo straordinario, capace di vincere di fronte alla Regina inglese, ricacciando in gola quel grido "It's coming home", tramutato con l'arte dello sfottò in "It's coming (to) Rome"; la coppa, l'Europeo, è tornata infatti a casa con gli azzurri. 

L'EUROPEO DEI FRIULANI

Nell'esplosione di gioia di Wembley, la vittoria del secondo Europeo della storia degli azzurri è stata anche una storia "friulana", con i volti sempre composti, anche se travolti dalla gioia, di Alex Meret e di Bryan Cristante. Una storia non banale quella di Bryan, nato a San Vito al Tagliamento, il 3 marzo 1995, il dodicesimo uomo scelto da Mancini. In un momento in cui tutti si aspettavano Pessina o Locatelli, il "Mancio" ha scelto lui, le sue caratteristiche, la sua freddezza. La scossa data al posto di un Barella stremato è stata eccezionale. E' stato lui a provocare il corner del gol, e a spizzare la palla che poi dopo alcune carambole Bonucci ha spinto in rete. E' stato lui a iniziare a mandare in tilt il "catenaccissimo" di Southgate, alla faccia di chi lo dice che lo fa solo l'Italia. Gioia incontenibile per lui, che non è uno così "social", ma per quest'evento si fa un'eccezione. "Non amo i social e non mi piace parlare troppo - il suo commento su Instagram -. Son fatto così. Preferisco dare tutto quello che ho in campo, con impegno, passione e sacrificio. Ma oggi voglio urlare a gran voce la mia gioia: noi italiani siamo campioni d’Europa. È un’emozione indescrivibile, troppo grande da riuscire a spiegare tutta qui. Resto senza voce ma con un cuore azzurro pieno di felicità".

Una gioia enorme condivisa con le donne della sua vita, Selene e le gemelline Victoria e Aurora. Il tutto condito da immagini di festa, tinte d'azzurro; un doppio azzurro quello di Meret, celebrato anche dai compagni del Napoli. Non sarà sceso in campo il terzo portiere  Alex, 25enne nato a Udine, ma ha scritto anche lui il suo nome nella storia del calcio italiano, da ragazzo per bene, silenzioso, in grado di fare spogliatoio come pochi e di supportare i suoi colleghi a coronare un sogno enorme. D'altronde, ieri il cielo sul Friuli è sembrato un bel po' più azzurro del solito.

Meret (a destra) con Sirigu 

Ultimo aggiornamento: 17:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA