La provincia di Pordenone è l'unica con dati da zona bianca ma non riaprirà, ecco perché

Giovedì 8 Aprile 2021 di Marco Agrusti
Il centro di Pordenone in un giorno di mercato in zona rossa

PORDENONE Qualche settimana fa, quando il Friuli Venezia Giulia era scivolato in zona arancione prima e in zona rossa subito dopo, si parlava di un “caso Pordenone”. La provincia più occidentale della regione, infatti, aveva dati da zona gialla, ma era stata costretta a chiudere come il resto del territorio. Scoppiò una polemica arrivata sino in Parlamento tramite le dichiarazioni del senatore di Fratelli d’Italia Luca Ciriani. Poi è arrivato il lockdown duro, che ormai da un mese opprime la vita dei cittadini della regione. E nel frattempo i dati della provincia di Pordenone hanno continuato a seguire lo stesso andamento: un miglioramento continuo. Con un risultato: oggi, se il quadro nazionale lo permettesse, il Friuli Occidentale sarebbe ai margini della zona bianca. Neppure gialla, ma bianca, cioè l’anticamera della vera libertà.


I NUMERI

Da venerdì scorso, cioè da quando è iniziato il conteggio dell’Istituto superiore di sanità che poi porta alla somma dell’incidenza settimanale, la provincia di Pordenone ha messo assieme numeri paragonabili solo ai territori meno colpiti d’Italia. Un esempio: la provincia del Sud Sardegna, da tempo “isola felice” quanto a contagi, ne ha di più rispetto a quella di Pordenone. L’incidenza media su sei giorni su 100mila abitanti, nel Friuli Occidentale è vicina ai 50 casi, il limite che in condizioni normali farebbe scattare la zona bianca. Il tetto massimo giornaliero è stato toccato ieri, con 74 nuovi positivi in provincia, ma si dovevano scontare tamponi arretrati dai giorni festivi. Per il resto il Friuli Occidentale per tre giorni su sei è rimasto al di sotto dei 50 contagi giornalieri, risultando spesso il territorio migliore di tutta la regione. 


DECESSI E OSPEDALI

Anche i ricoveri in provincia di Pordenone seguono a ruota i contagi. E se l’ospedale non avesse il carico dei pazienti dirottati da altri territori in difficoltà, la situazione sarebbe relativamente tranquilla. Quanto alle vittime, sono state nove negli ultimi sei giorni: è un dato di molto inferiore rispetto a quello che si registra in altre zone del Friuli Venezia Giulia. In due occasioni, inoltre, nell’ultima settimana il Pordenonese non ha registrato decessi di pazienti positivi al Covid. La situazione è relativamente tranquilla anche nelle case di riposo, con la sola residenza di Cordenons a presentare ospiti positivi, peraltro totalmente asintomatici e in via di negativizzazione. 


I COMUNI


Erto e Casso, Cimolais, Tramonti di Sopra, Frisanco, Andreis e Barcis sono al momento “Covid free”. Nessun contagio, nemmeno un cittadino in quarantena dopo la pesante seconda ondata. Non ci sono province del Fvg che possono vantare dati simili. Il capoluogo, Pordenone, ha una penetrazione pari a 3,5 contagi su mille abitanti: la più bassa tra le quattro città principali della regione. 


LO SCENARIO


Le speranze, però, finiscono qui. Anche con dati da zona bianca (sarebbe permessa la riapertura dei ristoranti anche a cena), la provincia di Pordenone rimarrà legata al destino dell’intero Friuli Venezia Giulia. Non sono previste deroghe sub-territoriali. Oggi in Regione arriverà il nuovo monitoraggio e domani sarà comunicata la decisione del ministero della Salute: ancora rosso fino al 20 aprile o arancione a partire dal 13 o dal 14 del mese. Con buona pace di un territorio, il Pordenonese, che da “bianco” si ritroverà ancora di un colore troppo scuro. 

 

Ultimo aggiornamento: 9 Aprile, 08:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA