Covid in Fvg, le classi sono tra le meno sicure d'Italia: pochi vaccinati

Mercoledì 1 Dicembre 2021 di Marco Agrusti
Una classe con gli studenti in mascherina
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Torna la “quarantena forte” a scuola, e il Friuli Venezia Giulia tira un importante sospiro di sollievo. 
La nuova circolare del governo (poi di nuovo contraddetta), che di fatto ripristina il regime di sicurezza precedente rispetto all’ultimo allentamento (bastano due contagi in una classe delle elementari per spedire tutto il gruppo in isolamento e quindi in didattica a distanza), consente infatti al sistema scolastico regionale di ripristinare un metodo che aveva permesso il contenimento dei contagi, e allo stesso tempo di affrontare una situazione che vede il Friuli Venezia Giulia agli ultimi posti in tutta Italia nella classifica della sicurezza epidemiologica nel mondo dell’istruzione. 


IL QUADRO


Quando in regione si parla di sicurezza nel mondo della scuola, spesso ci si riferisce agli edifici da ristrutturare. In questo caso l’analisi si limita a una sola variabile: la penetrazione dei vaccini in una fascia particolarmente importante nella lotta al contagio, cioè quella che corrisponde all’età scolare. E in attesa che gli antidoti vengano effettivamente resi disponibili anche per i bambini dai 5 agli 11 anni (la data dovrebbe essere a livello nazionale quella del 23 dicembre), ci si deve limitare a considerare i ragazzi che hanno tra 12 e 19 anni, cioè quelli che frequentano in linea di massima le scuole medie e le superiori. 
Ebbene, in Friuli Venezia Giulia proprio in questo campo non vanno affatto bene. La fetta di popolazione che frequenta le scuole e che potrebbe vaccinarsi, infatti, è proprio quella che fino ad oggi ha risposto in misura inferiore alla “chiamata” all’immunizzazione. Un cittadino su tre nella fascia tra i 12 e i 19 anni non ha ancora nemmeno ricevuto la prima dose. La “schiera” dei giovanissimi non protetti arriva a lambire il 30 per cento e ci sono davvero pochi esempi simili in Italia. Restando invece in Friuli Venezia Giulia, si tratta di gran lunga della peggiore categoria anagrafica della campagna vaccinale, seguita (ma a grande distanza) dai quarantenni. Il confronto con altre regioni è impietoso: la media del Paese vede il 24,8 per cento di ragazzini non vaccinati, mentre il Friuli Venezia Giulia è cinque punti al di sopra di questo livello. Fa peggio di tutti la Provincia autonoma di Bolzano (che ora va in zona gialla), con il 36 per cento di non protetti nella fascia tra i 12 e i 19 anni. Meglio di tutti il Molise, con solamente il 17 per cento degli studenti senza nemmeno la prima dose del vaccino. 
Ovviamente una buona parte del problema è rappresentata dal fatto che per vaccinare un minorenne contro il Covid è necessario il consenso dei genitori. E proprio i quarantenni, la seconda categoria anagrafica meno vaccinata in regione, sono ora tra i genitori dei giovani tra i 12 e i 19 anni. 


CONSEGUENZE


Ecco perché in Friuli Venezia Giulia le scuole possono essere considerate meno sicure che altrove. Ed ecco perché la reintroduzione della “quarantena forte” non può che essere presa in questo momento come una buona notizia. Il livello di contagio, anche in Friuli Venezia Giulia, è particolarmente alto soprattutto nella popolazione non vaccinata. Perché se è vero che il vaccino non blocca del tutto la trasmissione del virus, lo è altrettanto il fatto che l’antidoto riesca almeno ad attenuarla. Ma il mondo della scuola in questo momento può contare poco su quest’arma, dal momento che tra i 5 e i 12 anni non si può vaccinare e che fino ai 19 anni in regione l’adesione è risultata davvero troppo bassa. 

 

Ultimo aggiornamento: 2 Dicembre, 13:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA