Coronavirus, nascono le classi "jolly" per far studiare a distanza gli allievi in eccesso. Protesta delle famiglie

Mercoledì 16 Settembre 2020 di Sara Carnelos
La scuola Lozer di Pordenone
PORDENONE - Nascono le classi jolly con docenti jolly alla media Lozer. Non c’è posto per tutti in una classe, gli insegnanti non sono arrivati per tempo, dunque, finché durerà l’emergenza, parte degli allievi finirà in uno spazio più grande alternativo. Qui confluiranno gli studenti, ragazzini dagli 11 ai 13 anni di tutte le classi in eccedenza e staranno con un pc e delle cuffie vedranno attraverso una webcam gli altri compagni con i docenti di cattedra, questo avverrà per tutte le ore di lezione ogni settimana. L’idea è stata studiata dalla dirigente Lucia Cibin e dal suo staff, ma è stata comunicata solo ieri alle famiglie. Non sono mancate le proteste. Le famiglie si devono letteralmente organizzare poiché è stato introdotto un altro cambiamento, le ore da 45 minuti. Dunque, l’ultima campanella suona prima, alle 12.15 per chi ha scelto il tempo scuola su sei giorni alla settimana. Un orario in cui i genitori sono ancora al lavoro. Le tre ore di lezione che avanzano non verranno perse, ma recuperate a casa secondo la modalità conosciuta durante il lockdown, ovvero la didattica a distanza. Cibin ha spiegato la scelta dovuta a questioni didattiche, i ragazzini devono stare seduti fermi in spazi risicati e il tempo di attenzione non può essere di un’ora, inoltre vengono a mancare le attività di gruppo e laboratoriali il che rendono la didattica principalmente frontale. Alla Lozer sono arrivare solo le mascherine da 6 ai 10 anni, inutilizzabili per i ragazzini delle medie che nel frattempo fino al nuovo arrivo dovranno portarle da casa. Ultimo aggiornamento: 20:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA