Quattro milioni ai Comuni per il rilancio, l'Anci: «Un primo passo, ma non basta»

Domenica 31 Maggio 2020 di C.A.
Dorino Favot
PORDENONE-  È un bonifico di 4,1 milioni che le amministrazioni comunali del Friuli Occidentale stanno per ricevere dal Governo. I fondi, inseriti nel decreto Rilancio alla voce “funzioni fondamentali”, aiuteranno i sindaci a far quadrare i bilanci e rivedere diversi capitoli, così da garantire quei servizi essenziali per i cittadini che, a causa del minor gettito determinato dall’emergenza Coronavirus, sarebbero saltati. I soldi saranno girati ai Comuni attraverso la Regione Fvg e permetteranno, come sottolinea il presidente regionale dell’Anci, il sindaco di Prata Dorino Favot, di correggere i bilanci. «Si pensi - spiega Favot - ai mancati incassi di Tari, Tosap, imposte sulla pubblicità, dei canoni per l’uso di impianti sportivi oppure ai contributi dell’utenza per mense o trasporto pubblico. Senza risorse, saremmo costretti a fare dei tagli».
L’ANTICIPO
La prima boccata d’ossigeno - osserva Favot - è arrivata dalla Regione, che ha stanziato a livello regionale 8 milioni per la Tari e 3 milioni per la Tosap. «In uno degli ultimi decreti legge è stata riconosciuta la possibilità di usare l’avanzo di amministrazione per coprire le minor entrate. Ma non basta e l’Anci nazionale sta marcando stretto il Governo, perchè non sappiamo anche se questo ulteriore fondo basterà per coprire le minori entrate». I fondi erogati il 28 maggio sono soltanto un anticipo. Costituiscono il 30% della somma totale. Il restante 70% entro il 10 luglio e sarà calcolato sulla base della perdita di gettito e dei fabbisogni per le funzioni fondamentali. «Bisognerà capire - avverte Favot - come verrà calcolato questo 70%». Sembra che nella prossima ripartizione si terrà conto anche delle sofferenze avute dai singoli Comuni durante la quarantena, cioè degli enti locali che, in assenza di entrate erariali, hanno pagato il prezzo più alto.
LA RIPARTIZIONE
Agli enti locali del Friuli Occidentale nel complesso spetterebbero circa 13,6 milioni di euro. Dei 4,1 milioni appena erogati, 831.463 entreranno nelle casse del Comune di Pordenone. È una prima boccata d’ossigeno sui 2,7 milioni previsti. Ma quando arriverà il prossimo bonifico, se dovesse corrispondere al 70% mancante sarà insufficiente a coprire i 3,4 milioni che mancano per le minori entrate causate dalla pandemia. Nei due mesi di isolamento, solo per fare un esempio, sono saltati 200mila euro di incassi legati ai ticket dei parcheggi. Nella lista degli anticipi, dopo Pordenone si piazza il Comune di Sacile con 324.681 euro, seguito da Cordenons (228.505), San Vito (225.030), Aviano (224.644) e Maniago (213.766).
I PICCOLI COMUNI
La ripartizione per ciascun ente locale è stata effettuata in proporzione alle tipologie di entrate al 31 dicembre 2019 che risultano dal Sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici (Siope). È così che è stata calcolato l’anticipo di 5.056 euro per Andreis, di 5.638 per Tramonti di Sotto e 6.275 per Castelnovo. A Tramonti di Sopra sono in arrivo 7.599 euro e a Barcis e Cimolais rispettivamente 8.630 e 8.106. A Vito d’Asio e Vivaro saranno accreditati 11.888 e 10.107. Poi bisognerà aspettare i calcoli del 10 luglio. «Queste erogazioni sono il risultato del lavoro fatto a livello di Anci nazionale - ribadisce Favot - È un primo passo per aiutare i Comuni penalizzati da tutte quelle riduzioni adottate per agevolare le attività commerciali durante emergenza. © RIPRODUZIONE RISERVATA

PIEMME

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÁ

www.piemmeonline.it
Per la pubblicità su questo sito, contattaci