Cantieri senza muratori: il mondo dell'edilizia recluta le donne

Giovedì 23 Settembre 2021
Un cantiere edile
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PORDENONE -  Il problema era già evidente da almeno tre o quattro anni. Da quando cioé il settore delle costruzioni, ben prima della pandemia, aveva cominciato a riprendere fiato dopo il lungo periodo di difficoltà seguito alla grande crisi del 2008-2009. Ma la drammatica carenza di manodopera nel mondo dell'edilizia è esplosa, in tutta la regione Fvg, nell'ultimo anno in conseguenza al boom di richieste che sono dovute all'introduzione del superbonus del 110 per cento e degli altri sgravi fiscali messi in campo dagli ultimi governi a favore del settore del mattone.

CORRERE AI RIPARI
Le imprese delle costruzioni, in particolare dopo il lockdown del marzo del 2020 quando il comparto a ripreso a correre a pieni polmoni, si sono trovate con i portafogli ordini gonfi di richieste ma con l'impossibilità di poter programmare tutti i lavori. Una delle cause - l'altra è legata al noto problema dei super-rincaro e della difficoltà di reperimento delle materie prime anche per i cantieri oltre che per le fabbriche - sta proprio nella difficoltà di trovare addetti e figure professionali da inserire nel comparto edile. È per questo che la Scuola edile, l'ente formativo della Cassa edile di Pordenone, ha messo in campo nei mesi scorsi un percorso formativo specifico rivolto a ragazzi e (per la prima volta) anche a ragazze che vogliano cimentarsi nell'arte del mestiere edile.

L'iniziativa formativa (replicabile anche nelle altre Casse edili regionali) è rivolta ai ragazzi che hanno già terminato le scuole superiori (triennali o quinquennali) e che intendono trovare un'occupazione immediata nelle diverse specialità delle costruzioni. Non ultima quella legata proprio alle nuove competenze e professionalità richieste nei lavori attinenti alle ristrutturazioni e al risparmio energetico incentivati dai bonus fiscali. Il percorso formativo - va dalle 600 alle 800 ore di formazione, diverse tra lezioni teoriche in aula e stage con le imprese nei cantieri - è finanziato anche da fondi europei e regionali. «Il problema della forte carenza di manodopera - come ha sottolineato Alessandro Zadro, capocategoria regionale degli edili di Confartigianato - è in questo momento il nodo principale del nostro comparto. Oltre a quello, che pure è ancora molto grave, della difficoltà nel reperimento e dei prezzi ormai folli delle materie prime. Ma rispetto al futuro del nostro settore - insiste l'imprenditore edile - quello della mancanza di personale e di giovani è il nodo più difficile da risolvere in questo momento. Quasi tutte le piccole imprese regionali, visti gli ordini e l'aumento della domanda di riqualificazione delle abitazioni, avrebbero bisogno di raddoppiare se non di triplicare il loro organico per rispondere alla necessità di aumentare la capacità produttiva. Dove ci sono - spiega il responsabile regionale degli artigiani edili - tre o quattro operatori ne servirebbero sette o otto. Ma - Zadro allarga le braccia - non se ne trovano. C'è il problema del ricambio generazionale. Ed è calata anche la presenza di lavoratori stranieri che negli ultimi 8, 10 anni avevano rimpolpato il comparto».

PRIMA RISPOSTA
Una prima risposta arriverà proprio dal corso avvito da poco. Ma ci vorrà almeno un anno, forse due, per avere i primi edili del futuro nei cantieri. La difficoltà, inoltre, è anche quella di attrarre i giovani e le loro famiglie verso scelte professionali che possono rivelarsi interessanti. Ci sono ambiti, proprio nella riqualificazione energetica ma non solo, che possono essere assolutamente adeguati anche alle giovani donne. E qualche prima adesione ai corsi c'è stata.
 

Ultimo aggiornamento: 09:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA