Abano. Perseguita la presunta amante del marito: «Volevo solo difendere il mio matrimonio». Il giudice la assolve

Martedì 29 Novembre 2022 di Marco Aldighieri
Stalking alla presunta amante del marito, assolta

ABANO - Una donna si è trovata a processo per difendersi dall'accusa di atti persecutori. Motivo, avrebbe perseguitato una ex dipendente del marito convinta che i due avessero una relazione. Ma alla fine è stata assolta. Durante il dibattimento ha sempre sostenuto di avere agito con il solo intento di salvare il suo matrimonio.

Tutto è iniziato nel settembre del 2016 quando, per la prima volta, la presunta vittima si è recata dai carabinieri della stazione di Abano per denunciare la moglie del suo datore di lavoro. A seguito di questi presunti atti persecutori, la querelante è stata costretta anche a licenziarsi addirittura nel 2014. Per cui le vessazioni nei suoi confronti sarebbero già iniziate due anni prima. Ma quel settembre di otto anni fa, secondo l'accusa, la vittima in una piazza di Abano sarebbe stata avvicinata da quella donna, che dopo averla nuovamente accusata di avere una relazione con il marito, l'ha minacciata di accoltellarla. La donna, al volante della sua auto, sarebbe poi scesa dalla macchina e avrebbe aggredito la presunta vittima. La querelante, poco dopo, si è recata al pronto soccorso della Casa di Cura di Abano dove è stata sottoposta alle cure dei medici. È stata dimessa con una prognosi sette giorni.

Nella denuncia aveva anche messo nero su bianco, che nell'estate sempre del 2016 la moglie del suo ex datore di lavoro aveva ripetutamente importunato lei e la madre mentre lavoravano nel loro negozio in centro ad Abano. Con il passare dei mesi e degli anni la situazione è andata peggiorando. Tanto che la presunta vittima nel luglio del 2018 ha presentato una seconda denuncia, sempre a carico della stessa donna. In particolare, ancora ai carabinieri, ha dichiarato di avere ricevuto molte chiamate sia a casa e sia in negozio della moglie del suo ex datore di lavoro. La donna poi si sarebbe appostata sotto la sua abitazione e anche davanti alla boutique della madre. Non solo, avrebbe anche telefonato a suo marito per raccontarle della relazione sentimentale che lei avrebbe avuto con il suo compagno. La querelante, anche in fase di processo, ha sempre negato di avere avuto una relazione sentimentale con il suo ex datore di lavoro. Ha ammesso che ogni tanto andavano a bere un caffè insieme e che per lui nutriva una certa simpatia, ma nulla di più. L'imputata ha invece sempre giurato di avere agito con il solo intento di salvare il suo matrimonio e di non avere mai perseguitato nessuno. E alla fine il giudice del Tribunale monocratico le ha dato ragione e ha ottenuto l'assoluzione. 

Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 08:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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