Scoperti i "furbetti" del fotovoltaico: 12 indagati per truffa

Giovedì 1 Aprile 2021 di Marco Aldighieri
Scoperti i "furbetti" del fotovoltaico: 12 indagati per truffa
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 La Procura ha messo nel mirino dodici presunti “furbetti” del fotovoltaico. Tra il 2016 e il 2018 avrebbero raggirato ignari cittadini e due società finanziarie per un ammontare di circa 250 mila euro, senza mai installare alcun impianto ad energia alternativa. Gli indagati sono accusati a vario titolo di truffa, tentata truffa e circonvenzione di incapace. Le vittime sono sparse nelle province di Padova, Venezia, Treviso, Vicenza e Torino. Secondo l’accusa, rappresentata dal pubblico ministero Silvia Golin, la mente del meccanismo illegale sarebbe il padovano Giuseppe Pellicanò di 44 anni e residente in piazza dei Signori. All’epoca dei fatti socio di maggioranza e amministratore unico della Egi Group Srl con sede in città, azienda specializzata nell’istallazione di impianti elettrici e fotovoltaici. Gli altri undici indagati sono: Raffaele D’Addio 50 anni di Alba, Carla Giuseppina Scaglia 56 anni di Moncalieri, Corrado Testa 51 anni di Cuneo, Diego Fantin 35 anni di Vicenza, Mattia Brunello 37 anni di Padova, Marco De Nardi 48 anni di Nizza Monferrato, Francesco Marchesin 52 anni di Venezia, Andrea Lodolfi 44 anni di Vimercate, Paolo Migliorini 54 anni di Adria, Marzia Squizzato 39 anni di Castelfranco Veneto e l’avvocato Cesare Proto 67 anni del foro di Trieste. 
Secondo l’accusa Pellicanò avrebbe utilizzato due sistemi per raggirare gli ignari cittadini (in una occasione anche una donna disabile al 75 per cento) e le due società finanziarie. Contattava, anche attraverso i suoi emissari, un cittadino proponendogli l’installazione del fotovoltaico. Che fosse interessato o meno non importava perchè Pellicanò, ancora per l’accusa, falsificava la firma dell’ignara vittima nel contratto di finanziamento con oggetto l’acquisto di un impianto a energia alternativa. Poi attraverso la società Egi Group trasmetteva la busta paga del compratore, copia dei documenti d’identità, copia della fattura relativa alla fornitura di energia elettrica e la documentazione falsa attestante l’installazione e conformità dell’impianto mai installato a firma di un architetto padovano, a una società finanziaria. In questo modo induceva in errore o la Profamily Spa o la Fiditalia Spa, che erogavano nel conto corrente di Egi Group il finanziamento richiesto per il fotovoltaico. In seconda battuta, sempre per l’accusa, Pellicanò avrebbe usato come teste di legno alcuni suoi complici per ripetere lo stesso meccanismo. Quindi si fingevano clienti della Egi Group per chiedere il prestito a una delle due società finanziarie. Sempre Pellicanò avrebbe anche tentato due truffe per un ammontare di circa 150 mila euro.
Tutto è iniziato dalle segnalazioni delle società finanziarie raggirate. Quindi gli inquirenti della polizia giudiziaria in Procura, hanno effettuato una perquisizione a casa di Pellicanò sequestrando computer e telefoni cellulari. Una volta analizzati è stato scoperto il presunto giro di truffe con il fotovoltaico. 
 

Ultimo aggiornamento: 21:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA