Sanitari No Vax, pronte le lettere per le sospensioni

Martedì 20 Luglio 2021 di Gabriele Pipia
Una protesta dei sanitari no vax davanti all ospedale All Angelo a Mestre lo scorso maggio

PADOVA - Tempo scaduto. L’Ulss Euganea ha chiuso i primi fascicoli relativi a medici, infermieri e oss non ancora vaccinati. Nei prossimi giorni saranno spedite le lettere che porteranno alle sospensioni dei sanitari che hanno rinunciato alla somministrazione del siero senza un adeguato motivo di salute. I provvedimenti scatteranno dal mese di agosto. È la dottoressa Lorena Gottardello, responsabile del Dipartimento di Prevenzione, a fare il punto della situazione. «Contiamo di far partire le prime lettere nei prossimi giorni, entro la fine della settimana. Per alcuni scatterà inevitabilmente il provvedimento, per altri - quelli che hanno presentato delle giustificazioni ritenute insoddisfacenti- daremo un’ultima chance». 


LE TAPPE
Il testo di riferimento è il decreto 44, firmato dal premier Mario Draghi lo scorso aprile, che impone la vaccinazione al personale sanitario. L’Ulss ha competenza su tutto il territorio provinciale: ciò che conta è il luogo di residenza, non il luogo di lavoro. Il decreto prevede due strade per i non vaccinati che operano a contatto con i pazienti: un cambio di ruolo (con eventuale demansionamento) oppure, se questo non è possibile, la sospensione dal lavoro senza stipendio fino al 31 dicembre. 
Secondo i dati aggiornati ad una settimana fa in tutto il territorio padovano i sanitari non vaccinati sono 4.428 e di questi sono 1.104 quelli che operano nel Servizio sanitario regionale. I dipendenti dell’Ulss Euganea sono 384, principalmente infermieri e oss. Il dg Paolo Fortuna ha già dato mandato ai dirigenti dell’azienda sanitaria di verificare quali sono le posizioni che potrebbero essere ricoperte dal personale No Vax. Sono 36, invece, i camici bianchi non vaccinati tra medici di base, pediatri e guardie mediche. 


L’ALBO
In un secondo momento entreranno in campo anche gli ordini professionali per la sospensione dall’albo. Il dottor Domenico Crisarà, presidente dell’Ordine dei Medici di Padova, assicura che la celerità sarà massima. «Questo martedì sera è prevista l’ultima seduta del Consiglio dell’Ordine e poi ci si rivede a settembre, ma siamo già d’accordo: appena l’Ulss spedirà gli elenchi noi saremo pronti a trovarci anche la sera stessa per ratificare i provvedimenti. Ci riuniremo on-line, a distanza: ora ciò che conta è applicare la legge».
Oggi pomeriggio, intanto, è in programma un incontro tra il direttore generale dell’Ulss Fortuna e le tre principali sigle sindacali per affrontare vari temi legati alla gestione della pandemia e per approfondire anche una questione decisamente spinosa: come andranno sostituiti i sanitari No Vax sospesi? Il tema riguarda soprattutto le case di riposo, che da mesi sono alle prese con problemi di carenza di organico. Molti infermieri, infatti, in piena pandemia hanno risposto alle chiamate pubbliche tramite concorsi abbandonando così le case di riposo private. 
«Siamo sempre stati favorevoli alla vaccinazione ed è corretto che la legge venga applicata - sottolinea Michele Roveron, segretario della Cisl Fp di Padova - ma al tempo stesso porteremo al tavolo del direttore generale le nostre preoccupazioni. Ad agosto ci saranno molte persone in ferie perché i piani-ferie sono ovviamente già stati fatti, il rischio è trovarsi davvero con diversi reparti sguarniti. Chiederemo qual è il piano». 


I PRESIDENTI
A confermare una situazione non facile sono i presidenti di due tra le principali case di riposo della provincia. Il primo è Bruno Coccato, numero uno del Craup di Piove di Sacco: «Abbiamo 230 lavoratori. Quelli non vaccinati sono otto, due per motivi di salute e sei per scelta. Di questi, due sono infermieri. Per ora i non vaccinati lavorano bardati dalla testa ai piedi come se fossero in un reparto Covid, ma quando scatteranno le sospensioni cosa accadrà? Rischiamo di non avere più infermieri per supportare i carichi di lavoro. Cercheremo in giro».
Fabio Incastrini guida l’Alta Viva Ira di Padova dove i non vaccinati sono alcune decine, comunque meno del 5% del totale. «Abbiamo organizzati incontri con virologi e altri esperti, abbiamo fatto tutto il possibile. Molti sono stati convinti a vaccinarsi dopo l’entrata in vigore del decreto, ma alcuni non demordono. Il problema di carenza dell’organico rischia di presentarsi appena scatteranno i provvedimenti».


IL FILMATO
Intanto nelle chat di molti medici padovani tiene banco un video diffuso da “IppocrateOrg”, un gruppo di oltre cento dottori dislocati in tutta Italia con l’obiettivo di «smontare scientificamente i progetti manipolatori e combattere i conflitti d’interesse esistenti e futuri». L’ultimo filmato dura cinque minuti, porta lo slogan “Salviamo i bambini” e invita i genitori a non vaccinare figli e ragazzini. Uno dei primi ad apparire in video è il dottor Paolo Martino Allegri, pediatra di libera scelta di Due Carrare, già noto per le sue teorie sulla cura del Covid a domicilio e protagonista perfino di una conferenza stampa sul tema in Senato. Ecco i passaggi principali del suo intervento video: «Li chiamano vaccini ma è falso. È una terapia genica sperimentale. La proteina Spike contenuta in questi farmaci è una tossina che può penetrare anche nel cervello». E poi: «Veniamo drammaticamente informati tutti i giorni delle gravi reazioni avverse che hanno bambini e ragazzi sottoposti a questa sperimentazione. Da medico, ma in particolare da pediatra, è un colpo al cuore». E infine: «Siamo qui pronti a sostenere chiunque di voi abbia il coraggio di sottrarre i bambini a questo esperimento». Il video porta le testimonianze di molti altri dottori ed evidenzia che «il vaccino non blocca la diffusione del virus» (nessun riferimento, invece, agli effetti benefici dell’immunizzazione). 
Il caso è già finito all’attenzione dell’Ordine dei Medici. Il presidente Crisarà nel giorno del suo insediamento annunciò provvedimenti disciplinari per i dottori protagonisti di campagne d’informazione No Vax. Presto il dottor Allegri potrebbe essere convocato. Il diretto interessato, interpellato dal Gazzettino, fa retromarcia senza voler aggiungere altro: «So che il video è stato ritirato e io mi sono dissociato dall’iniziativa». Dovrà spiegarlo anche ai colleghi dell’Ordine. 

 

Ultimo aggiornamento: 08:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA