Padova. L'influenza è arrivata, al via la vaccinazione: si potrà fare assieme a quella anti-Covid

Si stimano 84mila contagiati dal male di stagione e 120 possibili decessi legati al virus

Martedì 18 Ottobre 2022 di Elisa Fais
Domenico Crisarà si sottopone alla vaccinazione contro l'influenza

PADOVA - L'influenza è già arrivata e, secondo gli esperti, quest'anno sarà particolarmente aggressiva. Le stime dicono che in inverno si raggiungerà quota 84mila padovani messi a letto dal male di stagione e si potrebbero registrare fino a 120 morti (dirette e indirette) legate al virus influenzale. Con l'obiettivo di arginare queste previsioni, ieri l'Ulss 6 Euganea - in collaborazione con i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e le farmacie - ha dato il via alla nuova campagna antinfluenzale. Da qui alla prossima settimana tutti gli attori entreranno a regime, ricevendo man mano le 169mila dosi destinate alle categorie a rischio. «La vaccinazione è un lavoro di rete - afferma il direttore generale Ulss, Paolo Fortuna -. La campagna è stata anticipata di una settimana, stiamo già fornendo progressivamente tutti i punti vaccinali, i distretti oltre che i medici di medicina generale, i pediatri e le farmacie. Ricordo che i destinatari sono i fragili, gli over60, i bambini in condizioni di fragilità, ma anche i caregiver e coloro che lavorano a contatto con il pubblico». Nei vari punti vaccinali, inoltre, sarà offerta la possibilità di vaccinarsi nello stesso momento sia contro il Covid che contro l'influenza. Ieri sono stati aperti nelle agende 45mila posti per l'antinfluenzale e altri 8mila sono per il vaccino Covid. Ieri si è sottoposto a doppia vaccinazione il direttore del Dipartimento di Prevenzione Luca Sbrogiò, mentre il dg Fortuna ha ufficialmente dato il via alla campagna antinfluenzale.

Il quadro

«Ciò che accade nell'emisfero australe, in genere, anticipa quello che avverrà nel settentrionale - spiega il diretttore sanitario Ulss, Aldo Mariotto -. Lì c'è stata una delle stagioni influenzali più gravi degli ultimi anni. Sono tanti i motivi per i quali conviene sottoporsi alla co-somministrazione. Con l'arrivo del freddo aumenta la circolazione di entrambe le patologie e di parti passo la suscettibilità dei pazienti, inoltre si trascorre più tempo nei luoghi chiusi. Non ci sono interferenze tra le due vaccinazioni». Nella pandemia influenzale del 2009-2010, tra le annate peggiori, il Padovano ha superato i 130mila contagiati e le 180 morti. Negli altri anni i casi sono scesi a 37mila.

L'organizzazione

«La vaccinazione è il futuro - commenta il rappresentante dei medici di famiglia, Domenico Crisarà -. L'antibiotico resistenza ormai sta diventando sempre più un problema nella cura della malattie, risulta quindi fondamentale fare prevenzione. Sono in aumento e di ritorno malattie che ritenevamo scomparse, come la difterite». I medici di famiglia, da sempre, garantiscono il 90% delle somministrazioni contro l'influenza. «Cercheremo di fare sempre di più - aggiunge Mariateresa Gallea, segretario provinciale Fimmg per al continuità assistenziale - ma nell'organizzazione delle sessioni vaccinali saranno facilitati i colleghi con più personale a disposizione, chi è solo in ambulatorio avrà molte difficoltà». Francesca Bano, direttore dell'Assistenza farmaceutica dell'Ulss, aggiunge: «Finora hanno aderito una 60ina di farmacie, ma il numero è in crescita, l'elenco è sul sito. Ognuna di queste, come prima tranche, riceverà 30 dosi». Presenti all'incontro anche Patrizia Zennaro (Federfarma) e Maurizio Giacomazzi (Farmacie Unite), oltre che Franco Pisetta in rappresentanza dei pediatri di libera scelta.

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Ultimo aggiornamento: 09:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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