Il rilancio di Funes: affreschi per attirare i turisti

Domenica 22 Maggio 2022 di Giovanni Santin
Un momento della cerimonia di inaugurazione a Funes dell'iniziativa Strappi d'affresco, con i dipinti

CHIES - «A fine mese porterò qui il camper della Rai che sta girando il Paese per filmare i più bei borghi d’Italia» ha detto il presidente dell’associzione Abm Oscar De Bona. Non meno forti le parole del vescovo di Belluno Feltre monsignor Renato Marangoni: «Io sono della pianura, vengo da Padova, e forse mi comprometto con quello che sto dicendo, ma non tornerei giù più nemmeno un giorno: io mi fermo qui in montagna. Perché è davvero un tesoro quello che ci hanno lasciato le persone che sono venute prima di noi, ne dobbiamo essere orgogliosi e smettere di lamentarci. Mi piace molto quello che sta avvenendo qui, apprezzo i luoghi e le persone: va tutto bene così». La giornata organizzata ieri a Funes in occasione della manifestazione “Strappi d’affresco, è stata un vero inno alla montagna e ai suoi borghi. La proposta organizzata dai fratelli Gilio e Vincenzo Munaro, imprenditore il primo, artista il secondo, che dopo tanto silenzio e abbandono che ha segnato la vita – e la morte – del loro paese d’origine, hanno deciso di lavorare per provare a costruire una nuova opportunità. 


IL DECLINO


Il declino di Funes è documentato dai numeri. Un secolo fa la frazione più popolata del Comune era proprio Funes che contava più di 800 abitanti. Prima l’emigrazione di quanti se ne andavano per cercare quel lavoro che la pianura offriva e che, invece, Belluno e l’Alpago non erano in grado di offrire, poi l’incombere della frana del Tessina, contribuirono in maniera definitiva a far morire il borgo. Un declino inevitabile? Non per i fratelli Munaro.


LE INIZIATIVE

Gilio, l’imprenditore che ora non vive più qui, ha acquistato la casa di famiglia, altrettanto ha fatto con una vicina ed ha realizzato un edificio da adibire sia a residenza che ad uso turistico. Il fratello, l’artista Vincenzo, ha firmato gli “strappi d’affresco” che ora abbelliscono e attirano – e la speranza è che lo facciano ancor più nei prossimi anni – visitatori. E, come detto, persino la Rai. La troupe della televisione nazionale che nei prossimi giorni arriverà nel borgo troverà le immagini dipinte da Vincenzo: la vecchia latteria al “Casal”, figure di paesani di un tempo, genitori e nonni compresi della famiglia Munaro, sino alle “tosate de ‘na olta”. Ed a sostegno del progetto di rinascita è stata fondata anche l’associazione Funes la cui sede è in una vecchia stalla ora restaurata. Un investimento importante ed audace – ha detto il sindaco Gianluca Dal Borgo - «che ci fa bene sperare che possa essere di esempio e incentivo per chi vorrà imitarlo con l’obiettivo di fare di Funes un luogo accogliente». Una vera festa scandita anche dalla presenza e dagli interventi dell’onorevole Roger De Menech che ha sottolineato come la montagna offra una qualità che altrove non c’é, dal sindaco di Treviso Mario Conte presente a Chies per un’esercitazione di Protezione civile gestita in collaborazione dalle squadre del suo Comune con quelle del Comune alpagoto, dall’assessore regionale Gianpaolo Bottacin e dal presidente del Circolo Cultura e Stampa Luigino Boito. 
 

Ultimo aggiornamento: 17:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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