«Rio Gere: strada presidiata h24 fino all'inizio dei lavori di messa in sicurezza»

Domenica 26 Luglio 2020
Dopo la frana da 8mila metri cubi di giovedì sentinelle sulla sr 48, a Rioe Gere
IL CASO
CORTINA È un mistero, al momento, il malfunzionamento dei sensori installati, dopo la tragedia del 2017, nel greto del torrente rio Gere, a Cortina. Le sofisticate apparecchiature elettroniche, collegate a dei semafori che danno il rosso ai veicoli sulla sr 48, in caso di movimenti franosi, non sono scattate giovedì alle 22.30. Eppure dal Cristallo stavano scendendo 8mila metri cubi di frana e un’automobilista transitato qualche attimo prima della colata si è salvato solo per miracolo. Veneto Strade che è intervenuta subito sulla sr 48 di sua competenza (chiusa e poi riaperta a tempo di record in 12 ore) sta effettuando un’indagine per comprendere cosa sia andato storto in quel sistema di allarme, installato poco più di due anni fa dopo la tragedia che costò la vita alla dottoressa Carla Catturani. Il concessionario della sr48 ha anche già avviato la contestazione alla ditta fornitrice di quell’impianto, pagato ben 300mila euro. L’amministratore delegato di Veneto Strade, Silvano Vernizzi, fa il punto della situazione di quel punto nero della viabilità.
Ingegner Vernizzi, cosa è andato storto?
«Questo non lo sappiamo, tanto che da ieri (venerdì ndr) abbiamo messo un presidio h24, visto che i sensori non hanno trasmesso il segnale al semaforo, scattato due ore dopo. Cercheremo di capire. La ditta che ce li aveva montati aveva assicurato che tutto era funzionante, anche con dei test. Era un intervento da 300mila euro e la ditta fornitrice aveva fatto tutte le prove ed eravamo tranquilli sul funzionamento: ora ovviamente contesteremo alla ditta il mancato funzionamento dell’apparecchiatura. Per questo stiamo raccogliendo, tramite il servizio meteo, i dati dell’attività elettrica: verifichiamo se c’è stata attività elettrica eccezionale, che potrebbe essere un’obiezione che la ditta potrebbe fare, ma non sembra ci sia stato nulla di anomalo».
Ma quindi al momento c’è pericolo a Rio Gere?
«La situazione è sotto controllo c’è una persona fissa h24 che nel caso si muova qualcosa interviene e chiude subito la strada. In questi giorni c’è la protezione civile, da martedì ci saranno i nostri operai, che si daranno il turno. Andremo avanti così fino ad ottobre quando inizieranno i lavori di messa in sicurezza e speriamo che non accada più nulla fino ad allora».
In cosa consiste l’intervento? Sarà risolutivo?
«Il ponte che è lungo 45 metri e che anche l’altra sera è stato coinvolto dalla frana che ha portato via il guard rail, verrà spostato a monte: sarà quindi 40 metri più in alto, insomma con quote tali che ci potranno essere tutte le frane possibili e non ci saranno problemi. È un lavoro necessario fare per mettere in sicurezza una zona, che purtroppo è a rischio. Si tratta di un intervento da 3 milioni e mezzo di euro che durerà dai 10 ai 12 mesi, ma che risolverà la situazione. Inoltre in zona viene fatto un lavoro anche dai Servizi forestali che metteranno una briglia in maniera tale da mettere in sicurezza il torrente».
Quindi non sarà più necessario installare nuovi sensori?
«Al momento procediamo con la guardiania fino a quando iniziano i lavori, poi la zona sarà sicura».
Olivia Bonetti
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