Acc: firmata la cassa integrazione, ma l'incubo rimane

Martedì 20 Luglio 2021 di Andrea Zambenedetti
Una delle numerose manifestazione dei lavoratori di Acc

BORGO VALBELLUNA - È arrivata ieri la posta elettronica certificata che conferma l’approvazione della cassa integrazione per i lavoratori Acc. Il decreto permette all’azienda di Borgo Valbelluna di tirare il fiato in attesa del prestito ponte o di capire l’esito della gara in corso. Sono tre i dipendenti che potranno accedere all’ammortizzatore sociale nella sede di Pordenone e 301 in quella di Borgo Valbelluna, previa verifica dell’inquadramento aziendale da parte dell’Inps. In questo modo l’azienda di compressori per frigoriferi avrà il tempo per adeguarsi alla diminuzione di produzione a cui è stata costretta per mancanza di liquidità.
«L’ammortizzatore è stato approvato in una settimana. Ora ci auguriamo l’Inps sia altrettanto veloce con il pagamento. Avevamo i requisiti e le prospettive non cambiano». Spiega Stefano Bona che guida la Fiom della provincia di Belluno.

I DUBBI
Le incognite sul futuro della ex Wanbao rimangono però tutte sul tavolo dopo che è naufragata l’ipotesi di Italcomp e quindi il matrimonio con l’Ex Embraco l’obiettivo è di sopravvivere da soli, senza compagni di viaggio e senza capitali pubblici (fatta eccezione per la garanzia al prestito). L’azienda, ora guidata dal commissario Maurizio Castro, è in attesa di capire se sarà compresa nel decreto 37 che sostiene le imprese in crisi per la pandemia (Cura Italia). «Per i lavoratori è questa la priorità - spiega Bona - capire se Acc c’è e capire chi finanzierà: Sace o Invitalia, e poi, come funzionerà? A notifica individuale o richiesta nel pacchetto completo (finanziare indistintamente tutte le aziende che soddisfano i requisiti del decreto ndr)? Capire chi sarà l’ente erogatore, come avverrà, quando e rispetto a quali condizioni è un tema centrale. Ma sono domande alle quali non possiamo rispondere noi. Continuiamo anche ad attendere di essere convocati da qualcuno al ministero per capire cosa succedere. Insomma, siamo al buio».


L'ALTERNATIVAL’altro fronte aperto è quello della gara. La manifestazione di interesse si è chiusa il 27 giugno ma non è possibile sapere quanti investitori abbiano chiesto accesso alla control room per vedere tutti i numeri di Acc. Ancora più difficile dunque ipotizzare se qualcuno parteciperà all’asta che deve dare un nuovo proprietario all’azienda di Villa di Villa.

 

Ultimo aggiornamento: 14:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA