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Putin chiede aiuto agli alleati sulle sanzioni. E Xi critica «il clima da guerra fredda»

Lo Zar prova a rompere con l'Occidente

Venerdì 24 Giugno 2022 di Mauro Evangelisti
Putin chiede aiuto agli alleati sulle sanzioni. E Xi critica «il clima da guerra fredda»

«Usciamo dal clima da guerra fredda» ripete il presidente Xi. E Putin trova una sponda al vertice dei Brics, sigla che raggruppa insieme alla Russia, Brasile, India, Sudafrica e Cina. Sono le economie che un tempo venivano date in ascesa e che negli ultimi anni hanno, in parte, frenato.
Proprio la posizione di Xi è importante in questa fase, perché sembra offrire, in chiave anti Occidente, sostegno a Mosca e, di conseguenza, alla guerra dichiarata all'Ucraina. Il presidente cinese, fino ad oggi, aveva tenuto una posizione sì vicina alla Russia, ma mantenendo una evidente cautela. Al vertice, svoltosi in formato virtuale, Xi si è sbilanciato: ha detto che la Cina ritiene necessario superare «i piccoli circoli egemonici» e approdare «alla grande famiglia di una comunità con un futuro condiviso per l'umanità». Ha invocato un «autentico multilateralismo» e «un sistema internazionale con l'Onu al centro e l'ordine internazionale basato sul diritto internazionale». Ha chiesto l'abbandono della «mentalità della Guerra Fredda e del confronto di gruppo». In particolare, Xi si è schierato contro le «sanzioni unilaterali». L'aggressione dell'Ucraina da parte della Russia ha convinto Finlandia e Svezia a chiedere l'adesione alla Nato, ma il leader cinese ha attaccato: «Il mondo sarà ancora più volatile e instabile se consentiremo che questa pericolosa tendenza prosegua. Alcuni Paesi nel tentativo di allargare alleanze militari in nome di una sicurezza assoluta, hanno costretto altri a scegliere da che parte stare e hanno creato contrapposizioni». In sintesi: come già aveva fatto il giorno prima, Xi si è schierato contro l'allargamento della Nato, in questo in totale sintonia con Putin.

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Forte del sostanziale appoggio ricevuto, il presidente russo prova a uscire dall'isolamento in cui è finito, quanto meno rispetto ai Paesi occidentali, aspirando al ruolo di regista delle Nazioni dei Brics che, va detto, in un modo o nell'altro, quando ad esempio si è trattato di votare all'Onu mozioni di condanna all'aggressione dell'Ucraina, si sono sempre schierate con Mosca o, quanto meno, astenute. Ha detto Putin: «Le sfide e le minacce transnazionali richiedono risposte comuni per rispondere insieme e sulla base di una cooperazione onesta. Cooperiamo contro le azioni egoistiche dell'Occidente». Evidente il tentativo di aggirare gli effetti delle sanzioni decise da Unione Europea e Stati Uniti dopo l'invasione dell'Ucraina, rafforzando i rapporti commerciali con la Cina e con gli altri Paesi Brics: «Gli Stati occidentali scaricano i propri errori macroeconomici sul resto del mondo attraverso meccanismi finanziari».

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LO STOP
Proprio ieri il governo britannico ha allungato la lista delle misure contro l'economia russa vietando «esportazione o utilizzo in Russia di carburanti per aerei e additivi per carburanti, nonché la messa a disposizione, esportazione e fornitura, direttamente o indirettamente, di tali prodotti in Russia o per l'uso in Russia». Di fatto è un provvedimento che colpisce anche l'aviazione civile russa, già in difficoltà ad esempio per l'impossibilità di reperire pezzi di ricambio. Nel frattempo però la guerra non si ferma e anche ieri l'esercito di Putin ha colpito, con il lancio di tre missili, Mykolaiv, la città del Sud dell'Ucraina che da inizio invasione sta resistendo agli attacchi russi.

 

Ultimo aggiornamento: 17:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA