Halle, «Il neonazi voleva il massacro»: l'allarme per altri lupi solitari

Venerdì 11 Ottobre 2019 di Flaminia Bussotti

L'indomani del fallito attentato del 27enne neonazista Stephan Balliet alla sinagoga di Halle, che ha fatto due morti e due feriti (ma poteva essere una strage) la parola che meglio racconta lo stato d'animo di una nazione, e il fallimento di piani di sicurezza, è schande: vergogna. È il refrain che corre sulla bocca dei politici, campeggia sui media e riassume il sentimento generale. «Il giorno della vergogna», titola Bild. I politici si accodano. «Questo è un giorno di ignominia e vergogna», ha detto il presidente Frank-Walter Steinmeier ieri alla sinagoga a Halle. E non deve essere stato facile dirlo per un ministro degli Interni: «È una vergogna per il nostro Paese», ha ammesso il Horst Seehofer in una conferenza stampa ad Halle. «Con la nostra storia una cosa del genere in Germania non deve accadere, abbiamo promesso Nie Wieder, mai più», ha sottolineato. Il neonazismo, accanto all'islamismo, è una grave minaccia alla sicurezza, ha detto, e ha annunciato il rafforzamento della sorveglianza a tutela degli ebrei. In Germania esistono migliaia di neonazisti e le forze dell'ordine hanno in mano una lista con 33 nomi pronti a compiere attentati. Seehofer: «Il nostro compito ora è proteggere la vita di chi è a rischio».

Halle, il killer neonazista aveva 4 kg di esplosivo: Germania sotto shock
 

PIANIFICAZIONE
L'attentato, se ha spinto molti commentatori a ricordare come il partito di estrema destra AfD nel Land sia il secondo con oltre il 24%, ha aperto anche un dibattito sul fallimento dell'intelligence. Il killer neonazista aveva con sé in auto più di quattro chili di esplosivo e armi rudimentali (fabbricate in parte con una stampante 3D) e solo la fortuna di una porta di legno che ha resistito ai colpi di fucile ha evitato una strage con decine di vittime nella sinagoga. È stato il procuratore generale tedesco Peter Frank a rivelare la presenza dell'esplosivo nella Golf che Balliet aveva affittato per compiere l'attacco. Animato da «un pauroso antisemitismo, xenofobia e razzismo», il giovane aveva armi che, sebbene di «apparente costruzione artigianale», gli avrebbero consentito di perpetrare un «massacro» nella sinagoga, ha detto il magistrato tedesco: con «circa 60 morti», ha stimato il capo della comunità ebraica tedesca Josef Schuster considerando il numero di fedeli che erano riuniti nel luogo di culto per la ricorrenza dello Yokm Kippur.
Mercoledì mattina Stephan Balliet ha tentato l'assalto alla sinagoga di Halle, era armato fino ai denti e sul casco aveva una webcamera. La porta della sinagoga però ha retto, e dopo avere imprecato ha tentato di aprirsi la strada dal vicino cimitero ebraico, fallendo di nuovo. A farne le spese una passante di 40 anni che lo aveva rimbrottato per avere bloccato il marciapiede con l'auto: l'ha freddato con quattro colpi alle spalle. Poi si è diretto poco più in là verso un ristoro turco di kebab, dove ha ucciso un ragazzo di 20 anni. Quindi la fuga in auto verso Landsberg e Wiedersdorf, dove, prima di impossessarsi di un taxi parcheggiato, ha sparato, ferendola, a una coppia di passanti. Le forze speciali lo hanno raggiunto sulla statale 91, dove è stato catturato dopo uno scontro a fuoco, nel quale è stato ferito al collo. Curato prima in una clinica a Weissenfels e poi a Halle dove è stato operato, ieri pomeriggio il trasferimento di Balliet a Karlsruhe per essere interrogato.

IL VIDEO
Per la procura generale si tratta di attentato terroristico neonazista: «Quel che abbiamo visto era terrorismo», ha detto Peter Frank. L'accusa è duplice omicidio e tentato omicidio in nove casi. Nel video postato (visto da 2.200 persone e rimosso dopo mezz'ora) Balliet si presenta come Anon, parla in inglese, segno per gli esperti che si rivolgeva a una platea globale nella speranza di emulatori e massima visibilità, e rovescia i soliti vaneggiamenti neonazisti. Nega l'Olocausto, inveisce contro le femministe e i migranti e definisce gli ebrei «la radice di ogni male». Giorni prima Balliet aveva redatto un manifesto, un pdf di 11 pagine in inglese, dove esponeva i suoi deliri neonazisti e denunciava un «governo invaso da sionisti». Il padre di Stephan ha detto che il figlio non aveva amici, era sempre incollato al computer e ce l'aveva col mondo.
 

Ultimo aggiornamento: 08:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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