«Su Facebook e Instagram ci sono ancora i video della strage nelle moschee»: la denuncia della Cnn

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«Su Facebook e Instagram ci sono ancora i video della strage nelle moschee»: la denuncia della Cnn
Su Facebook e su Instagram si trova ancora il video ripreso dall'assassino di Christchurch durante l'assalto nelle moschee. A sette settimane di distanza dall'assalto che ha portato alla morte di 50 persone, su entrambi i social network del gruppo di Mark Zuckerberg si possono vedere le orrende immagini catturate dal terrorista con una telecamera mentre sparava alle sue vittime inermi. La versione originale del video era stata diffusa su Facebook in diretta streaming dal killer stesso, ed era stato poi rilanciato da tantissimi altri account nelle ore successive, ma Facebook aveva subito annunciato che tutti i video sarebbero stati rimossi. Invece Eric Feinberg del Global Intellectual Property Enforcement Center è riuscito a individuarne almeno nove, tra Facebook e Instagram, segnalandoli alla rete televisiva statunitense Cnn.

La notizia mostra la difficoltà che Facebook incontra nel controllare i contenuti che circolano sulla sua piattaforma. Per individuare i video proibiti il social network utilizza uno speciale processo chiamato “hashing”, che consente (o dovrebbe consentire) di trovare i video segnalati come inappropriati anche quando sono stati rimontati o manipolati in modo da ingannare i software di ricerca. Ma il caso dei video di Christchurch solleva molti dubbi sulla reale efficacia di queste tecnologie. «Se non sono riusciti a trovare questi video che io ho trovato - ha osservato Feinberg - perché dovremmo credere che riusciranno a trovare le fake news e i deepfake?» I video “deepfake” sono quelli in cui si sostituiscono i volti in modo così credibile da far sembrare vere immagini costruite al computer, una tecnologia molto temuta che negli anni a venire potrebbe spingere la diffusione di falsi con risultati allarmanti.

Nella foto compare Philip Arps, l'uomo che nei giorni scorsi in tribunale si è dichiarato colpevole di aver condiviso sul web il video della strage di Christchurch, nonostante fosse stato espressamente vietato dalla polizia neozelandesi. Dopo l'attentato, in Nuova Zelanda è stato dichiarato un reato non solo trasmettere quel filmato, ma anche possederlo nel proprio telefonino o anche solo guardarlo.
 
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Venerdì 3 Maggio 2019, 00:23






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